Finalmente faccio un lavoro importante

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Qualche problema di salute negli anni dell’infanzia mi ha portato lontano da casa. Il ritorno in famiglia è avvenuto alle soglie della prima giovinezza.

La rabbia per non aver ricevuto tutto dalla vita come le mie coetanee, mi ha proiettato su ciò che era facile da ottenere: nottate con la compagnia, ritorni ad orari impossibili, libero amore, trasgressione.

Ora che ho varcato la soglia della mezza età, del mio passato, purtroppo, ricordo ben poco di positivo. Mi ritrovo senza amici veri e senza aver costruito rapporti profondi. Per di più nel cuore è distrutta anche la speranza di farmi una famiglia.

Una domenica, carica di delusioni, su invito di un’amica mi trascino in una chiesa. Mi sembra di respirare aria fresca, pulita. Anche qui si usa la parola ‘amore’, ma non con i significati che usavo io con gli amici di turno. Qui l’amore genera unione vera fra le persone, e non lascia amarezza.

Continuo a partecipare; vengo notata ed invitata a fare qualcosa per gli altri, ad amare gratuitamente.

Ascolto Gesù che nel Vangelo racconta di un padrone che chiama operai a tutte le ore, fin alle cinque del pomeriggio; e che alla fine da a tutti la stessa paga. Dopo il tanto tempo sciupato, io potrò lavorare un’ora sola, ma riceverò una paga uguale a quella degli altri.

Sono proprio contenta, ho un buon “titolare” e finalmente faccio un lavoro importante.

A.

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2 Commenti

  1. Fantastico! quando Lui “tocca” non lascia mai le cose come prima. Non ci rimane che ringraziare con la propria vita donando a tutti e a ciascuno che ci passa accanto la bellezza dell’incontro.

  2. …che festa liberante e gioiosa sapere che puoi avere la felicità piena anche nell’ultima tappa della vita se ti apri al Suo Amore!!!

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