Mariapoli 2017 a Bardonecchia: siamo diventati una vera famiglia

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È stata una Mariapoli-vacanza molto particolare, quella che si è svolta dal 2 al 6 agosto a Bardonecchia presso il Villaggio Olimpico, sulle montagne dell’Alta Val di Susa.

Chi è passato anche solo per un giorno ha potuto sentire, infatti, mischiati tra loro tanti accenti: quello piemontese unito a quello romano/laziale, vista la vivacissima partecipazione di un nutrito gruppo – erano un’ottantina – da Roma e dal Lazio; e poi il francese, l’inglese e l’urdu, parlato dai ragazzi migranti africani e pachistani che in questi anni sono entrati in contatto con la comunità dei Focolari in Piemonte, ospiti d’onore di questa Mariapoli.

È stata l’accoglienza infatti, vissuta concretamente in tante sfumature, il filo conduttore che ha unito gli oltre 300 partecipanti a questa singolare vacanza, accompagnati dalla frase impressa sul braccialetto colorato che ognuno portava al polso: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatta a te”.

Chi era arrivato tormentato dal trauma di una recente separazione ha ritrovato la pace, chi carico dello stress dopo un intenso anno di lavoro, si è detto rinfrancato dalle bellezze della natura e dall’intenso clima di amore scambievole, chi – ed erano molti – proprio nelle escursioni in alta montagna, ha stretto rapporti antichi e nuovi. Non solo.

 

Il ricco programma che aveva visto, primi protagonisti nella preparazione dei mesi precedenti, i giovani della comunitá dei Focolari del Piemonte, aveva offerto un’ampia gamma di scelta: c’era chi si avventurava in escursioni ad alta quota, chi si metteva in gioco in uno dei workshop (tra i più originali, quelli dello slot motion, del ricamo e dei trucchi), chi sceglieva un torneo sportivo, chi organizzava un’attività last-minute … Non sono mancati i piú vari approfondimenti su temi di stretta attualitá.

E testimonianze forti. Come quella di tre detenuti del carcere di Fossano, autori di opere d’arte e non portate in mostra, realizzate al corso di saldocarpenteria metallica, da 40 anni tenuto quotidianamente da Enrico Borello, membro del Movimento di Cuneo. Tra queste opere, un crocifisso originalissimo che vorrebbero donare al Papa. Nella commozione – era generale in chi ascoltava le loro storie – venivano sconvolti i luoghi comuni su carceri e detenuti, rivelando un mondo di grande umanità che non sempre si incontra fuori da quei muri e dentro di noi.

Proprio sui pregiudizi che tante volte si accumulano creando non poche barriere, è stato fatto uno zoom, suscitando uma nuova presa di coscienza e un capovolgimento anche su tanti altri temi caldi. Vi hanno contributo non poco Roland, giovane camerunense, che su immigrazione e integrazione ha presentato un volto ben diverso da quello diffuso qui in Europa. Impressionanti le immagini proiettate dagli amici del “Pulmino Verde”, un progetto nato qualche mese fa, da quattro universitari torinesi con l’intento di portare aiuti al campo profughi di Idomeni, in Grecia, che sta suscitando una vasta onda di solidarietá. E mentre noi qui continuiamo a chiederci, dove va l’Europa, sempre e ancora sotto l’ondata dei migranti, Franco Chittolina, che per 20 anni ha lavorato nelle istituzioni europee, ha ricordato che il nostro continente è nato secoli fa proprio grazie alla fusione di culture diverse.

L’orizzonte si è poi aperto sul Brasile, ancora protagonisti i giovani: “Avevo tutto: un lavoro, un buon stipendio, una bella fidanzata. Ma era una vita piatta. Ho cercato di nascondermelo, di dirmi: ma che cosa vuoi di piú?  Ma questa cosa mi lacerava”. Cosí si presenta Riccardo che insieme a Serena,  ha trovato una risposta in una scelta coraggiosa: dedicarsi ai “meninos de rua”, i ragazzi di strada delle favelas di Rio de Janeiro e di altre cittá brasiliane, lavorando alla “Casa do Menor” nata da un sacerdote piemontese, Don Renato Chiera. Partiranno nel prossimo settembre.

In contemporanea, al “Kovo” i ragazzi hanno vissuto una Mariapoli pensata per loro da un gruppo di giovani famiglie. Hanno imparato a “fare pace” con la natura, con Dio, in Rete, con l’altro … tutto accompagnato da giochi e gite che hanno permesso loro di fare l’esperienza concreta della fraternità. Anche i più piccoli, accompagnati da alcuni adulti, hanno sperimentato la bellezza di fare tanti atti d’amore, essendo così protagonisti nella costruzione della Mariapoli.

Filo d’oro che ha intessuto la vita di questi giorni: gli approfondimenti spirituali sull’arte di costruire la pace e l’unitá tra singoli e popoli con la voce di Chiara Lubich all’Unesco  sull’amore al fratello, su come imparare ad accogliere non solo gli altri, ma anche se stessi, sino a rivivere con emozione, l’ultimo giorno, alcuni flash dell’ultimissimo tratto di vita della diciottenne Chiara Luce Badano, ora beata, quando l’acuta sofferenza física era da lei trasformata in amore e luce. Testimonianza che ha preparato la consegna del segreto di questa novitá di vita: Gesú che in un culmine d’amore giunge a gridare l’abbandono del Padre, per riunirci tra noi e con lui.

Le tante impressioni raccolte l’ultimo giorno testimoniano come qui a Bardonecchia, si sia piano piano diventati una vera famiglia al di là delle differenze culturali e linguistiche. Qualcuno l’ultima mattina diceva: “Entrando per la prima volta in questa sala mi sembrava enorme, oggi invece mi sembra un salotto”.

Non per restare nel salotto, ma per portare questa onda di fraternitá li dove ognuno vive.

Di Carla Cotignoli e Daniela Baudino

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1 COMMENTO

  1. Un grazie grandissimo per avermi portato in mariapoli. Sarei venuta volentieri ma Lui in questi anni ha programmi diversi per me. Ma grazie a queste vostre righe ho sperimentato in modo virtuale ma reale come deve essere stata ricca e profonda questa mariapoli. Sono felice per tutti voi che per mesi avete lavorato sodo e per chi ha goduto di quella pace che solo Lui sa dare in mezzo a tutti noi.

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