Anche Lui mi aveva abbandonato?

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Gianni è uno dei tre detenuti che ha potuto partecipare per una giornata alla Mariapoli di Bardonecchia. Insieme a I. e A. frequenta in carcere a Fossano il corso di saldocarpenteria tenuto da Enrico Borello, del Movimento dei Focolari di Cuneo. Tra le opere realizzate – ed alcune esposte in Mariapoli – spicca sicuramente quella di un crocefisso, che vorrebbero donare al Papa.

Lui stesso ci ha raccontato la genesi che ha portato a relizzare un crocefisso così particolare.

Ho voluto fare un’opera diversa, perché fare un crocefisso come tutti, diventa uno stereotipo, non lo guarda nessuno. Ho abbinato la pietra al ferro e al legno. Le parti in pietra le ho ricavate da grandi pietre che il professore aveva raccolto presso il fiume Gesso che attraversa Fossano. Non è stato facile dargli il taglio giusto. La parte più originale è il volto di Gesù: su metà volto sono rappresentate le inferriate del carcere, sull’altra metà le lacrime: Gesù sta piangendo per tutti noi che siamo reclusi. I fili di ferro lavorati simbolizzano il sangue dalle ferite dei chiodi. Per il costato mi sono sbizzarrito, dopo aver ripassato un po’ di anatomia.

Questo crocefisso ha però una storia… L’avevo quasi completato (pesa quasi 50 chili) quando è scivolato dal banco di lavoro e si é frantumato in mille pezzi. In quel momento ho pensato che forse Cristo mi aveva abbandonato, forse era un segnale, chissà che cosa stava succedendo… Sono andato in una depressione totale che non avevo subìto nemmeno al momento dell’arresto.

Proprio in quel momento arriva il professore. Subito gli dico: “Non parli”. Se ne va. Ritorna dopo poco: “Ho pensato una cosa. Cristo, quando è morto, per che cosa è morto?”. Rispondo: “E’ morto per noi, perché noi abbiamo le nostre sofferenze”. E lui: “Gianni, rifletti, è proprio per queste sofferenze, per la tua sofferenza. E poi che cosa è successo? Dopo tre giorni è risorto!”.

Di lì sono ripartito. Ho ripreso il lavoro, dalla fine all’inizio. Ci sono voluti tre giorni – ha combaciato esattamente!  Non è stato facile. Ho dovuto rismontare, rifare, ricomporre, però con piccole migliorie. E quindi nella tragedia, sono rimasto contento.

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