Da Vallo al mondo: 50 anni di Movimento Parrocchiale con passione per la Chiesa

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Foto incontro
Foto di Antonio Spina

Una bellissima giornata di sole ha accolto domenica 8 ottobre quanti sono saliti  sui colli della Val di Lanzo, a Vallo (TO), per festeggiare il 50° esimo della fondazione del Movimento Parrocchiale.

Un sole che rispecchiava il clima gioioso e luminoso che si respirava in questo evento. Il segreto della sua diffusione nel mondo e dei suoi molti frutti, lo si leggeva nel titolo che campeggiava nell’auditorium del Centro Maria Orsola: “50 anni di storia e una passione per la Chiesa”.

Titolo convegno

Gremivano la sala animatori laici e sacerdoti di questo movimento giunti da varie regioni italiane (Liguria, Sicilia, Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto …). C’erano anche un cardinale, João Bráz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e un arcivescovo, mons. Giuseppe Petrocchi, dell’Aquila.

Che questa festa si svolgesse a Vallo non è un caso, perché proprio qui, la comunitá che si era formata attorno a mons. Vincenzo Chiarle, fu “tra le prime a vivere lo spirito dell’Unità e testimoniare un autetico stile di vita evangelica nell’ambito della parrocchia, ravvivandone spirito e strutture”, come ha evidenziato Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, nel suo messaggio.  

La comunitá di Vallo Torinese, pur piccola nelle dimensioni, è stata indicata da mons. Petrocchi, come modello di “chiesa viva”. E tale è stata ed è, se da questa comunitá  è fiorito un esempio di santitá, quale è la sedicenne Maria Orsola, ora in cammino verso il riconoscimento ufficiale.

Daniela, testimone di quei tempi, ha raccontato dei campi scuola estivi e invernali, dei viaggi all’estero e in altre regioni italiane dove la comunitá di Vallo era chiamata a dare la propria testimonianza, anche con il complessino dove lei cantava accanto a Maria Orsola per portare a tutti la novitá del Vangelo.

Nel ripercorrere a grandi linee le tappe dei 50 anni di  storia si è mostrato il filo d’oro che parte dall’intuizione di Chiara Lubich sin dagli anni ’40, dell’influsso innovativo che avrebbe potuto avere la spiritualitá di comunione sulle comunitá parrocchiali, alla passione per la Chiesa che aveva trasmesso ai membri dei Focolari, tuttora mantenuta viva, sino a quello storico incontro del 1967 nei pressi di Roma in risposta all’invito che Papa Paolo VI aveva rivolto l’anno prima ad un gruppo di sacerdoti e religiosi che vivevano lo spirito dell’unitá, a portarla nelle parrocchie e nelle diocesi, che avevano segnato la nascita del Movimento parrocchiale.

Un tuffo nei frutti del passato che si intreccia con il presente. Tutt’oggi Vallo è meta di gruppi di giovani e di comunitá parrocchiali, per la comunione che viene mantenuta viva tra tutti dove si sperimenta – come ancora ha sottolineato mons. Petrocchi, – quell’unitá umano-divina che rende presente spiritualmente Gesú stesso.

Comunione che è primo impegno di vita nelle molte comunitá diffuse oggi in tutte le regioni d’Italia e in molti Paesi del mondo.  La testimonianza di Bruno e Luisa, coniugi di Cavi di Lavagna (GE) che da anni sono a servizio della loro parrocchia, ha reso visibile come la strada verso l’unità passi anche da momenti difficili, arrivando ad esempio a rinunciare ai già consolidati gruppi della Parola di Vita per non venire meno all’unità con il nuovo parroco.

Foto di gruppo
Foto di Antonio Spina – Card. Joao Braz de Aviz con mons. Vincenzo Chiarlie e i genitori di M.Orsola

La ricerca dell’unità ad ogni costo è stato filo conduttore anche dell’esperienza dentro alle mura vaticane raccontata dal cardinale brasiliano João Bráz de Aviz.

Toccante l’esperienza di  Luca, che grazie al sostegno nella preghiera e nell’amore scambievole con gli altri giovani, ha trasformato dolori e incognite provocate dal grave incidente stradale di cui è stato vittima, in un tempo di riscoperta della preghiera, della preziositá dell’amore di chi hai attorno, della vita che ti puó essere tolta in un attimo.

A conclusione di questa intensa giornata ci sembra di poter dire che quanto auspicato dall’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia nel suo augurio letto in apertura si è attuato: 50 anni di storia. Ripercorrerli è “tornare all’origine del vostro carisma”, e ripartire con nuovo slancio verso le sfide future. 

Di Carla Cotignoli e Daniela Baudino

 

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