Bisogno di appartarsi

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Come sindaco, non c’è giorno senza che venga fermato per strada per ascoltare qualcuno o anche solo per un saluto. Perfino in chiesa, durante la messa, c’è chi si alza per venire ad ossequiarmi. Per evitare incontri del genere, una domenica in cui avevo più bisogno di appartarmi con Gesù, sono andato a messa nella città vicina, sperando di passare inosservato.

Entro e trovo la chiesa gremita: è in corso una liturgia lunghissima presieduta dal vescovo. E io che speravo di pregare in santa pace! Sono dovuto uscire per recuperare un minimo di intimità col Signore. Fuori c’era una donna a cui ho fatto l’elemosina. Solo pochi passi e ho evitato un altro povero con il volto sfigurato.

Non sono andato lontano: era come se Gesù dentro mi dicesse: «Mi cercavi? Ebbene, ero lì in quella povera e in quel povero che hai trascurato». Sono tornato indietro. Lui era ancora lì. Frugando in tasca ho trovato qualche moneta, gliel’ho data e in cambio lui, grato perché ero tornato a cercarlo, mi si è gettato al collo.

Da: “Il Vangelo del giorno” n. 6/2018 pag.25 – Città Nuova Editrice

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