Polo Lionello Bonfanti, il CDA si rinnova: sfide e opportunità da qui al 20121

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Intervista a Giorgio Del Signore, nuovo presidente della EdiC Spa Benefit

di Antonella Ferrucci

Giorgio Del Signore rid newGiorgio Del Signore, 55 anni, romano, dallo scorso 26 maggio è il nuovo presidente di “EdiC Spa benefit” società di gestione del Polo Lionello Bonfanti; sarà affiancato da un CdA rinnovato, ampliato e dotato di grandi competenze. Imprenditore EdC della prima ora, in tutti questi anni ha lavorato in maniera continuativa per l’Economia di Comunione, ricoprendo incarichi a livello locale, regionale e nazionale. Socio fondatore del Polo Lionello Bonfanti e dell’AIEC, è stato referente degli imprenditori del Lazio (AIPEC-Lazio).

Oggi arriva questo nuovo incarico, una vera a e propria sfida. Giorgio come vivi questa novità e quale impronta intendi dare nei prossimi tre anni al Polo Lionello Bonfanti?  

Riguardo l’impronta che si vorrebbe dare alla sua gestione, penso che se un progetto è realmente innovativo, i suoi obiettivi non vanno raggiunti con un marketing tradizionale (funzionerebbe poco). Dovremo invece concentrarci nello sviluppo delle peculiarità della visione e della missione, che hanno fortemente motivato la nascita di EdiC Spa e l’adesione dei suoi 5.700 soci, residenti in ogni parte d’Italia. Nella visione, ad esempio, è incluso con i principi di EdC il suo essere parte della Cittadella di Loppiano (ha fatto cenno al Polo Lionello anche Papa Francesco nella sua recente visita); mentre nella missione c’è il suo essere realtà “polarizzante” di ogni impresa e iniziativa EdC in Italia.

Perché il Polo Lionello diventi sempre più un bene comune e produca valore di ogni genere, non possiamo prescindere da questi due elementi. Inoltre, quali espressioni di entrambi, ci stanno particolarmente a cuore la sperimentazione e la diffusione di quell’imprenditorialità e di quella propensione imprenditoriale che si sviluppano in sintonia con la vita della comunità, guardando lo sviluppo umano integrale e realizzando un circuito virtuoso tra qualità di vita della comunità e qualità del progetto imprenditoriale. È qui buona parte del valore del Polo Lionello. Risposte efficaci al desiderio di cambiamento del sistema economico, non possono prescindere da esperienze come questa.

Il CdA si è ampliato a 9 membri, nove persone con competenze molto ricche e variegate, ciascuno con un suo specifico contributo per il Polo Lionello Bonfanti. Potresti presentarceli uno ad uno?

È arduo presentare per titoli un consiglio di amministrazione tanto ricco di competenze umane e professionali.Per dire solo qualcosa, con me ci sono Sandra Della Bella, imprenditrice di successo presso il Polo Lionello, Koen Vanreusel, imprenditore e fondatore del Polo EdC del Belgio, Marco Cabassi, imprenditore milanese, Carlo Pigino, manager di una grande multinazionale europea, Fabio Vitale, esperto di finanza in una banca europea, Tina D’Oronzo, esperta di antiriciclaggio, Flavia Cerino, avvocato con lunga esperienza sul campo in tema di migrazioni, accoglienza e integrazione, Maria Gaglione, insegnante di scuola superiore e rappresentante dei giovani EdC italiani. A livello operativo, insieme al personale e ai collaboratori, tutti molto qualificati, affiancherà il CdA Rebeca Gomez, avvocato e persona che da anni lavora per lo sviluppo dell’EdC anche a livello internazionale.

Quali sfide vedi davanti a voi oggi per il Polo Lionello e quali le opportunità che tramite questa nuova gestione intendete cogliere?

L’opportunità che abbiamo costruito nei primi 27 anni di EdC è quella di far lavorare ovunque “insieme” le comunità e le imprese, come è
stato nel Movimento dei Focolari alle origini dell’EdC. In tutta Italia, infatti, sono molte le imprese e le comunità (anche fuori del Movimento) che hanno conosciuto l’economia di comunione e che trovano in essa un riferimento importante o addirittura essenziale per la qualità della propria vita. Tutto ciò rappresenta una grande opportunità di cambiamento.

La sfida centrale è la sfida organizzativa. Quelle dell’EdC, infatti, non saranno mai organizzazioni gerarchiche, né semplicemente funzionali, né solo progettuali, perché si guarda in primo luogo a quella che è la vocazione (umana e professionale) di una persona o di un’organizzazione. Da questa governance vocazionale, pertanto, viene in primo piano la necessità di generare quel contesto dove tutti possono apportare lo specifico positivo che si sentono chiamati a costruire, per il bene comune. È una sfida stimolante e meravigliosa, che può preludere a un vero cambiamento economico e sociale e che ha al suo cuore non solo il Polo Lionello ma l’intero sistema EdC che da anni si va progressivamente generando. 

Fonte:  EDC-online  

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