Gli scarponi provvidenziali

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Spesso, incontrando persone in condizione di bisogno, mi viene da pensare al samaritano del Vangelo che, trovando un uomo ferito lungo la strada, si ferma per prendersene cura.

Nella mia infanzia e giovinezza ho vissuto in una situazione di grandi difficoltà economiche, e spesso ho fatto l’esperienza dell’amore di Dio, anche attraverso l’aiuto di tanti prossimi. E, cercando di fare anch’io la mia parte, ho fatto esperienze a volte davvero sorprendenti.

Quegli anni hanno lasciato in me una forte sensibilità verso le persone che sono nel bisogno. Spesso dico agli amici che, un po’ come il Samaritano, quando Dio mi mette vicino qualcuno in grave necessità, non riesco a voltarmi dall’altra parte.

Oggi in situazione di grave necessità si trovano spesso persone di origine straniera, che sovente mancano proprio di tutto. Uno degli obiettivi più importanti per loro, per la loro autonomia e per la loro dignità, è trovare un lavoro. Ma come ben sappiamo la ricerca di un’occupazione è oggi un percorso estremamente difficile.

In questi ultimi mesi, per una serie di circostanze davvero provvidenziali, anche tramite contatti con amici impegnati su questo stesso fronte, abbiamo potuto avviare a un lavoro dignitoso ben 7 giovani. Non è stato facile, anche per i molti ostacoli burocratici, ma ho avvertito che Qualcuno metteva insieme le cose al di là di noi.

Vi racconto a conferma di ciò un episodio di poco tempo fa, piccolo ma per me molto significativo, che mi ha lasciato davvero sbigottito. A volte qualcuno mi lascia del vestiario o alimenti per persone in necessità. Di queste cose mi era rimasto in garage un paio di scarponi un po’ grandi, quasi nuovi, a cui non avevo ancora trovato un destinatario. Una sera, riordinando alcune cose, mi viene da guardare di che numero siano quegli scarponi. Sono un 44.

Pochi giorni dopo riesco a trovare un lavoro per Bob, giovane amico senegalese, disoccupato da più di un anno. Si tratta di un lavoro nelle vigne che ci sono dalle mie parti. La sera prima di iniziare, alle 22.30, Bob mi gira un messaggio del suo nuovo capo, che gli scrive: “Portati degli scarponi perché ha piovuto e c’è molto fango”.

Se fosse dipeso solo da me non avrei potuto venirgli incontro a quell’ora di notte. Il lavoro cominciava la mattina alle 6.30. Invece gli ho semplicemente risposto: “Che numero di scarpe hai?” Potete immaginare la sua risposta. E la mia immensa sorpresa nel constatare che un Altro aveva provveduto. La sera successiva Bob mi dice: “Per fortuna che mi hai portato quegli scarponi, se no non avrei proprio potuto lavorare!”.

Spirito O.

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