Sguardi di luce… sulla città, immigrati e Europa

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“Sguardi luce. Fanno sempre bene, specie in un mondo dove ce ne sono pochi”. Sono le battute che raccolgo da Anna, che si dichiara non credente, all’uscita dalla sala politivante di Lurisia che quest’anno ha ospitato la prima Mariapoli del Piemonte.

Sguardi di luce. Era proprio il titolo della tre giorni vissuti dal 14 al 17 giugno, da oltre 200 persone di ogni età e categoria sociale. Luce scaturita da momenti di spiritualità e di condivisione, luce che ha illuminato temi caldi di attualità: Europa e immigrazione, Medio Oriente, fine vita e cure palliative, alternati a programmi di relax, escursioni. Per rigenerare anima e corpo.

Non solo. Sullo sfondo alquanto scuro delle sfide della vita pubblica e delle incertezze economiche e politiche, in un clima che fa apparire la fraternità un lusso per pochi, uno sguardo di luce ha illuminato anche la vita della città, della città di Bra.

E sono i giovanissimi insieme alla loro sindaca che stupiscono:  la fraternità diventa stile di vita pubblica! La fraternità, elevata a categoria politica, iscritta da anni nello Statuto della città, non è rimasta lettera morta. Sono due adolescenti che, col supporto di un power point, la  mostrano in atto,  in fedeltà al loro  slogan: ColoriAmo la città.  Si traduce in mille iniziative che vanno dal dipingere le pareti della scuola, ai muretti bistrattati  della città, alla raccolta di cicche per terra, ripulitura dalle erbacce, visita agli anziani nei ricoveri. Per lasciare ovunque un segno di amore per contagiare con la loro felicità. Che nasce da quella vita rivoluzionaria del Vangelo appresa dalla cittadina onoraria di Bra: Chiara Lubich.

E’ con un certo orgoglio che passano la parola alla sindaca, Bruna Sibille, di cui si sentono grandi alleati. “Le iniziative di questi ragazzi  – sottolinea – hanno contaminato quelli che hanno qualche anno in più, altre comunità, come quella albanese, i concittadini che si occupano del settore edile, gruppi di ortodossi insieme al loro pope, un gruppo di rumeni e altre realtà dei quartieri”. “Nel settembre prossimo – ha annunciato – prima dell’inizio delle scuole, si ritroveranno per continuare a lavorare insieme”.   Uno dei tre punti programmatici alla base del suo mandato che ora si sta per concludere è proprio “l’accrescimento della coesione sociale passando dall’idea di città all’idea di comunità inclusiva”. “I ragazzi  – ha riconosciuto – sono stati un collante molto importante in questa direzione”. “Così – ha aggiunto –  si mettono le basi per dare un segnale importante su come amministrare una città e formare le nuove generazioni di amministratori, proprio nel momento in cui ci sono esempi negativi”. “Se si cura la propria città  e il bene comune – ha concluso – si ha una città molto più sicura e si superano molti mali che non sempre sono reali, ma virtuali, ancor più difficili da vincere”.

Sguardi di luce su immigrazione e Europa

Una luce che, tra i temi di attualità approfonditi, ha illuminato  il dramma degli immigrati e l’Europa, al centro dell’attenzione internazionale in questi giorni, e le iniziative di solidarietà e di fraternità in atto.

Franco Chittolina, fondatoredi A.P.I.C.E., (Associazione per l’Incontro delle Culture in Europa),  che ha vissuto più di due decenni nelle istituzioni europee, ha avvertito: “il fenomeno migratorio non è un’emergenza, durerà decenni. Non basta dire: ‘Aiutiamoli a casa loro’. Dobbiamo aver presente che, con il colonialismo, li abbiamo rapinati delle loro ricchezze e continuiamo a farlo.  Sarebbe il momento della restituzione”.

Ancora, ha messo in guardia dai pericoli dell’insorgente “nazional populismo”, non solo italiano, che “nasce dalla paura dell’altro, si trasforma in rabbia, diventa rifiuto dell’altro”. Ha richiamato l’articolo 11 della nostra costituzione che non solo afferma il ripudio della guerra, ma prevede “le limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni“.“Certo – ha aggiunto – di fronte a problemi nuovi come quello dell’immigrazione, bisogna rompere gli schemi. L’attuale progetto di Europa non ha bisogno solo di un po’ di manutenzione, bisogna inventare qualcos’altro”. A Lurisia si è risposto anche ad un sondaggio di opinione che si inserisce in quello promosso dal Consiglio d’Europa, in ascolto di criticità ed esigenze dei cittadini.

Spiragli di luce sull’Europa sono apparsi da un cammino di comunione iniziato all’inizio del 2000 da una rete di movimenti e nuove comunità di varie Chiese, di tutta Europa dell’Est e dell’Ovest. Ha un nome programmatico: Insieme per l’Europa. A Lurisia se ne è rivissuta la nascita tramite le immagini della prima grande manifestazione del 2004 che ha continuità ed evoluzione sino ad oggi. Un contributo a ritrovare un’anima, le radici della fraternità, ben consapevoli che l’Europa non può vivere di sola politica o di sola moneta.  

E quanti semi di fraternità sono gettati nel quotidiano! Lo hanno mostrato le storie raccontate a Lurisia, come quella di chi pur avendo superato gli 80 anni dà ai giovani africani, con lezioni di italiano, un’amicizia vera. O come dicono quel concatenarsi di fatti di generosità che arrivano a dar loro lavoro. Ed altri episodi dove sorprendenti sono gli interventi della provvidenza quando ci si prodiga verso chi più è nel bisogno. E potremmo continuare. Questi sguardi di luce hanno suscitato speranza, insieme ad una più consapevole responsabilità come cittadini. 

Carla Cotignoli

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1 COMMENTO

  1. Giorni di sguardi profondi,tutti eravamo qualcuno negli occhi degli altri dove incontravi la sollecitudine verso il fratello.
    Riusciremo a mantenere quello sguardo?

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