Sla, cioè: sono libero di amare

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Nei tanti viaggi che facciamo per i controlli medici di mia moglie, non eravamo mai passati a salutare un mio vecchio amico che vive in Puglia e da qualche anno combatte con la Sla.

Finalmente la Parola del mese, col suo invito a “spostare noi stessi dal centro delle nostre preoccupazioni” (che a noi non mancavano, tutte riguardanti la salute di Damiana), ci ha decisi ad organizzare la sempre rinviata visita.

Francesco, che può muovere solo le labbra, gli occhi e le sopracciglia, e comunica tramite un dittatore automatico, ci ha accolti con un sorriso meraviglioso e raccontato tante cose di sé, di come vive la malattia.

Tra l’altro sta scrivendo un libro e organizzando un convegno all’Università di Lecce, e cura un blog settimanale a cui ha dato la sigla Sla, che sta a significare: sono libero di amare. Insomma, sembrava più vivo di me e Damiana messi insieme, uno che vive sulle ali dello Spirito.

Dopo alcune ore trascorse con Francesco e sua moglie, siamo ripartiti rigenerati. In noi anche la gioia per aver seguito l’ispirazione di andarlo a trovare.

Marcello

Da: Il Vangelo del giorno – n.10 ottobre 2018 pag.14

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