Un “Patto di fraternità” fra i popoli per l’oggi dell’umanità

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Era l’agosto del 1959 quando a Fiera di Primiero si concludeva, con l’avvicendarsi di 12 mila persone di ben 27 nazionalità, l’esperienza della Mariapoli, un’esperienza di vita dove l’amore reciproco “riscoperto” dal Vangelo impegnava tutti a vivere: “Quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”.

Ma l’esperienza di fraternità vissuta con Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, non intendeva fermarsi alle persone che vivevano nella Mariapoli. Il 22 agosto di quell’anno accadeva qualcosa di più, qualcosa che andava oltre i singoli e i gruppi: fra tutti si concludeva un “patto”, si innalzava una preghiera in nove lingue, a sigillare quell’unità da vivere non solo tra i presenti ma fra i 27 popoli.

Anche quest’anno si è voluto ricordare questo momento nell’appuntamento di domenica 26 agosto all’oratorio di Fiera. Una sessantina di persone della comunità del Primiero, ma anche provenienti da Trento, Rovereto, dal vicino Veneto e alcuni turisti di Napoli, hanno partecipato all’incontro promosso dalla comunità dei Focolari del Primiero.

Ad accoglierle ed introdurre la giornata il giornalista Walter Taufer. Silvia Roggio, giovane del Movimento, laureata in Giurisprudenza, con il suo intervento ha illustrato come la forza di quel “patto” può anche oggi interpellare uomini, donne, bambini, comunità e popoli per ritrovare quel “sogno di Dio” che anche un filosofo e giurista non credente, come Norberto Bobbio, amava definire l’unità del genere umano.

È stata l’esperienza della comunità dei Focolari di Castelfranco Veneto e Montebelluna, imperniata su un cammino di condivisione e fraternità con Associazioni Islamiche e Indù del territorio, ad attualizzare “quel sogno” e aprire nuovi orizzonti di fraternità. “Ritengo che il rapporto tra le religioni deve essere la pace; con la pace si può fare tutto”. Con queste parole Bamba Cisse, senegalese e appartenente alla confraternita musulmana dei Muridi a Rovereto, è intervenuto per sottoscrivere questo “patto” e impegnare sé e la sua co- munità nel realizzarlo.

A rappresentare le autorità civili Francesca Franceschi, assessore alla cultura del Comune di Primiero e Roberto Pradel, presidente della Comunità di Valle che con i loro interventi hanno voluto confermare il loro sostegno e la loro disponibilità ad accogliere anche in futuro altri “semi di fraternità” per un futuro migliore.

Articolo pubblicato su “Vita trentina”

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