I giovani e la fede nel Cristianesimo e nell’Islam

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Cammini di fraternità – Alleanza fra le generazioni

Mentre in Vaticano era ancora in corso il Sinodo dedicato ai giovani, a Brescia circa 200 fra giovani e adulti, ma soprattutto giovani, di diverse etnie e culture, di religione cristiana cattolica e musulmana, si sono interrogati sulla scelta di fede.

Con una fase preparatoria di un mese e mezzo fatta di appuntamenti settimanali, i giovani sono stati protagonisti di questo evento. 

Il titolo, il programma, gli spot, gli inviti, i video, le domande ai relatori sono stati pensati e scelti nei minimi particolari con un grande e corale coinvolgimento.

Domenica 21 ottobre, nella incantevole scenografia naturale, del Centro Mariapoli Luce di Frontignano, si è svolto il settimo incontro del ciclo “Cammini di fraternità”.

Sono stati i giovani stessi a guidare l’intero pomeriggio, introdotto dal coro dei Murid con un canto dedicato alla Vergine Maria e seguito da una serie di interviste flash di giovani e meno giovani che hanno testimoniato che cosa è per loro la fede: è eredità o esperienza?

Il video di Chiara Lubich, che ad un Convegno di Musulmani racconta l’esperienza del condividere i propri beni spirituali e materiali per aiutare i più poveri, ha dato l’orizzonte e l’invito a porsi un obiettivo comune: lavorare per la pace partendo dagli ultimi.

Il profondo e articolato momento della preghiera prima dei musulmani e poi dei Cristiani, questa volta è iniziato con una breve spiegazione da parte dei presentatori del significato delle rispettive preghiere.

Sei giovani si sono raccontati facendo vibrare le corde della nostra anima nell’ascolto di storie diverse, di percorsi a volte segnati dal dolore, dalla normalità di una vita accompagnata dalla presenza di testimoni significativi o da un incontro con persone che hanno illuminato la loro vita o semplicemente l’aver avvertito in cuore la gioia che nasce dal voler bene ad un compagno di scuola con lo stupore di vederlo cambiare.

In tanti hanno ricevuto la fede in eredità dalle famiglie, ma arriva il momento delle domande e allora tutto cambia, quando fai in prima persona un’esperienza, da lì viene la svolta, la scelta e la consapevolezza. Nel momento delle “domande di senso” è Dio a fare ancora una volta il primo passo.

Ma c’è anche il bisogno di porre domande ad adulti competenti per capire come muoversi in un’epoca di grandi trasformazioni in cui tutto è in movimento: questo è stato di grande aiuto per i giovani.

I relatori, persone competenti e vicine ai giovani hanno cercato di rispondere a delle domande impegnative che avrebbero avuto bisogno di più convegni e discussioni per essere affrontate, ma ugualmente hanno saputo invitare i giovani ad uno scambio fra le generazioni, ad essere occupati più che preoccupati.

Hanno riaffermato che senza radici solide non ci può essere vero dialogo per questo è importante porre domande agli adulti e agli anziani perché hanno scavato di più nelle vicende della vita e possono trasmettere questo desiderio di ricerca.

Hanno assicurato che, come dice papa Francesco, la fede si testimonia per contagio comunicando la sete di Dio che abita nel nostro cure e parlare dell’Amore è una delle vie che più coinvolge tutti.

Una grande gioia e la certezza che Dio ci accompagna nel nostro cammino: questa  l’esperienza che hanno fatto i giovani e gli adulti, tutti insieme in un cammino di fraternità ed in una alleanza fra le generazioni.

                                                                                            

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