Il rifiuto

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Ogni mattina, sul treno per andare al lavoro, unica donna tra otto colleghi maschi che non parlavano se non di avventure sentimentali, pur dicendosi “felicemente sposati”, invano cercavo di manifestare il mio fastidio e di sviare il discorso: sembravano fare apposta a rincarare la dose, sapendo le mie convinzioni cristiane, quando non si divertivano a sciorinarmi davanti qualche rivista pornografica.

Un pomeriggio, poco prima dell’uscita dal lavoro, uno di loro, sposato e padre di figli, entrò con fare spavaldo nel mio ufficio per farmi delle avances. Volergli bene significava parlargli con durezza ed estrema chiarezza.

Così gli ho replicato: «Hai sbagliato indirizzo con me. Io credo a valori di cui, se vorrai saperne di più, ti dirò qualcosa un giorno. Ora non è il caso». E lo piantai lì, ammutolito. Il giorno seguente, con la scusa di una pratica urgente da evadere, mi si ripresentò davanti, quasi timido stavolta: «Scusami per ieri – mi disse –: è stato balordo quanto ho osato chiederti. Comunque sappi che il tuo rifiuto m’è servito da lezione».

Francesca – Italia

Da: Il Vangelo del giorno – Dicembre 2018 – Città Nuova Editrice

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