Se fosse mia sorella?

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Mentre viaggio in metropolitana, sento cinque ventenni, o poco più, commentare a voce alta l’avvenenza di una giovane turista straniera. «Meglio lasciar perdere – mi dico –, non si sa mai cosa può succedere». Nel frattempo, passando dalle parole ai fatti, quelli hanno ini- ziato ad allungare le mani sulla ragazza, costretta in un angolo dalla loro prestanza fisica. Tra l’indifferenza dei passeggeri. Ed io? Se lei fosse mia sorella, cosa farei?

Ma lo è, rispondo a me stesso: Cristo ci ha resi tutti fratelli. M’avvicino a quei ragazzi: «Vi sembra questo il modo di trattarla?». E rivolto al più spavaldo: «Se fosse tua sorella, ti comporteresti così?».

Violenta e volgare la reazione: prima vengo strattonato, poi colpito da calci e manrovesci. Cado a terra, proprio mentre il treno ferma. Per mia fortuna, quelli ne approfittano per scendere. Mentre mi riassetto gli abiti, la ragazza, spaventata, piange: si dileguerà pure lei alla fermata successiva. Nessuno dei presenti alla scena ha mosso un dito. Solo un anziano m’ha lanciato una timida occhiata d’intesa.

L.A. – Italia

Da: Il Vangelo del giorno – Dicembre 2018 – Città Nuova Editrice

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