Hai un appuntamento con NO(NN)I… e non solo!

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Immaginate una domenica pomeriggio, del té caldo alla cannella con le succulente torte fatte in casa, un film da guardare insieme e una cinquantina di ospiti dai 18 agli 81 anni, riuniti insieme in una sorta di “appuntamento intergenerazionale”. È quello che è successo il 13 gennaio presso la sede del Movimento dei Focolari a Milano.

Questo appuntamento inizia con un gioco pensato per “sciogliere un po’ il ghiaccio”. Nonostante la diversità di età, esperienze, modi di vestire e di parlare di noi tutti coinvolti, sono venuti presto a galla anche tanti punti in comune. Abbiamo così scoperto insieme che per amare i libri, la compagnia degli amici, coltivare un sogno o affrontare qualche paura, come per esempio lo scorrere del tempo, non conta l’età e che molte esperienze di vita, anziché dividere, accomunano le diverse generazioni.

Dopo questo primo scambio per conoscerci, abbiamo visto il film Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni (2017), che tratta proprio il tema dei rapporti intergenerazionali. È la storia di Alessandro, un giovane che non studia né lavora, ma si rende spesso protagonista di scelte di vita spesso al limite. Orfano di madre, Alessandro ha una relazione difficile con il padre, che non riesce a rapportarsi a lui se non in modo impositivo e autoritario. Quando Alessandro si mette un’altra volta nei guai, il padre lo costringe ad andare a lavorare: sarà una sorta di “badante” per Giorgio Gherarducci, un anziano poeta, testimone della Seconda Guerra Mondiale, ai primi stadi dell’Alzheimer. Nonostante la distanza iniziale e l’appartenenza a due mondi completamente diversi, Alessandro e Giorgio instaurano presto un rapporto di reciproca stima e fiducia, che cambierà nel profondo sia Alessandro che i suoi amici, giovani scapestrati come lui, alla ricerca di un senso nella propria vita. 

Il film, ricco di spunti, ha suscitato una discussione appassionata e partecipata di cui riportiamo alcuni stralci:

“Vedendo il film e discutendo insieme mi sono reso conto di quante cose preziose possiamo imparare dalle persone più grandi di noi” . (Tobias, 18 anni)

“L’ esperienza intergenerazionale è stata positiva e ricca: ho incontrato dei giovani vivi, che non faticano a mettersi in relazione: con mio marito ne siamo usciti arricchiti. La parola sintesi di questo film, invece, è tenerezza una sensazione che proviamo spesso con i nostri nipoti naturali e acquisiti”. (Laura, 70 anni)

“Interessante scoprire la diversa lettura di una stessa scena del film che ciascuno ha fatto in base al proprio vissuto”. (Eleonora, 26 anni)

“Ho colto che i giovani protagonisti del film dall’esperienza di confronto con l’anziano ne escono uomini migliori”. (Mina, 58 anni)

“Domenica pomeriggio mi sono resa conto della potenzialità insita in tali occasioni. Penso sia stata particolarmente efficace la scelta di accostare la visione del film -che mi ha colpito per l’attrazione tra due mondi apparentemente inconciliabili- all’esperienza diretta di dialogo con i presenti”. (Gaia, 28 anni)

”Mi è piaciuto il clima di relazioni genuine e semplici con i presenti. Del film invece ho apprezzato come viene trattata la tematica della diversità generazionale/culturale e come attraverso i rapporti veri ognuno dei protagonisti ha riscoperto una sua identità e dignità ” . (Alfonso 61 anni)

“E’ stata innanzitutto una bella occasione di confronto con persone diverse oltre che per le generazioni apparentemente distanti. Ho apprezzato la scelta del film, particolarmente calzante per la tematica che si voleva affrontare e allo stesso tempo molto piacevole da guardare” . (Tommaso, 22 anni)

“Pomeriggio semplice, seppur denso di significati e contenuti. Il film mi ha dato conferma che  l’esperienza della malattia, in particolare negli anziani con decadimento cognitivo (Alzheimer) rivela l’intensità della comunicazione, invitandoci a riscoprire la profondità nelle relazioni quotidiane mai banali”. (Abdul 34 anni)

“Molto bello aver speso un pomeriggio con dei giovani con cui condividere la visione del film e non aver perso l’occasione di confrontarsi”. (Mario 80 anni)

“Ho gustato l’opportunità di trascorrere del tempo in famiglia allargata attorno ad un tavolo con una tazza di tè caldo tra le mani”.  (Gabriella 28 anni)

 Beatrice Bossi

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