Accoglienza e inclusione: l’esperienza di una comunità in Lombardia.

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Gazzada Schianno comune di 4500 abitanti in provincia di Varese. Nell’agosto 2016 arriva un gruppo di dieci giovani richiedenti asilo provenienti da diversi Paesi africani, affidati a una cooperativa locale.

“Il Sindaco, contrario all’accoglienza dei migranti, ha cominciato a sostenere che l’appartamento che li alloggiava non era idoneo  e che la popolazione non era disponibile all’accoglienza. Sentivamo che non era così, che buona parte della cittadinanza avrebbe voluto mettersi a disposizione di questi ragazzi e che non potevamo stare a guardare con indifferenza. Così, su proposta di un sacerdote, abbiamo contattato persone impegnate nella Caritas e altre associazioni e iniziato a creare un dialogo con questi ragazzi, andando a trovarli e invitandoli a trascorrere qualche momento di svago con noi. Poi postavamo le foto sulla pagina di un gruppo social che racconta storie e vicende del territorio. Poiché siamo  presidente e consigliere di una Fondazione e facciamo  parte di un coordinamento tra associazioni, abbiamo cominciato un percorso di collaborazione molto fruttuoso, anche se non privo di difficoltà, causate soprattutto dall’amministrazione comunale, per accogliere concretamente questi giovani nella nostra comunità: corsi di lingua organizzati dalla Caritas che integravano quelli da loro già seguiti nelle scuole pubbliche, attività ricreative dell’oratorio, tesseramento per la squadra di calcio di Gazzada, pranzo di Natale insieme. La Cooperativa, che inizialmente mostrava diffidenza nei nostri confronti,  ha successivamente espresso un grande apprezzamento per tutto ciò che facciamo, tanto da consegnarci un attestato di benemerenza firmato anche dalla Prefettura. 

Un’altra azione è stata quella di riuscire ad ottenere un accordo con il Comune per far svolgere ai ragazzi dei lavori socialmente utili. Grazie alla disponibilità di alcune famiglie del paese e col contributo di tutte le associazioni, è stata pagata l’assicurazione e si è svolto il corso sulla sicurezza: i nostri giovani hanno così cominciato a svolgere lavori di giardinaggio o di pulizia delle strade. In questi pomeriggi di lavoro c’era sempre un volontario che li accompagnava. Siamo sorpresi di quanta cura ed energia abbiano dedicato al loro lavoro, e come siano stati accolti con simpatia dalla popolazione. Una volta hanno svolto il servizio per il centro anziani del paese e questi li hanno poi ringraziati, offrendo loro bevande calde e panettoni. Altre due iniziative sono state attivate, quella di offrire ai ragazzi la possibilità di frequentare un corso per saldatori e proporre ad alcune aziende del territorio lo svolgimento di uno stage, perché possano imparare un lavoro. Purtroppo il loro futuro è molto incerto perché il responso della commissione è stato per tutti negativo. È un duro colpo ma i ragazzi hanno deciso di  fare ricorso e noi siamo accanto a loro, cercando di capire in  quale altro modo è possibile aiutarli. Non molliamo e siamo sicuri che quello che abbiamo cercato di dare a questi ragazzi, che ci ricompensano già quotidianamente con il loro affetto e la loro amicizia, non andrà perso, rimarrà sicuramente nei loro e nei nostri cuori”.

Silvestro e Luigi a nome di un gruppo di volontari di Gazzada Schianno

 

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