Insegnami i tuoi sentieri

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MARZO 2018

Mi accorgo che Dio mi chiede di perdere un po’ tutto: i miei sogni, desideri e progetti per fare miei i suoi sogni, i desideri ed i progetti. Saper perdere il mio desiderio di tornare a casa presto dall’ospedale quando mi chiedevano di restare ancora. Saper perdere tante iniziative pastorali che mi affascinavano per ridurmi a una vita chiusa e troppo tranquilla. Saper perdere, nei prossimi mesi, anche la parrocchia di Salò dove mi sono sentito a casa, e anche tanto amato dalla gente. Ma è bello scoprire che proprio questo perdere è un guadagnare una nuova visione della vita, nuovi doni di Dio, una vita vissuta nella Volontà di Dio con tanta gioia e libertà interiore. In questo contesto ho anche scoperto che la mia esistenza, a causa della mia malattia, è avviata verso l’eternità.                                                                                                                                                A Villa Gemma, parlando con una dottoressa che mi ha seguito, ho chiesto cosa mi devo attendere, e anche una possibile tempistica sulla fine della mia vita, e mi ha parlato di alcuni mesi, forse qualcosa di più, ma non certamente di un anno e mezzo o due. Proprio questo aprirmi alle vie di Dio mi ha dato una grande libertà e serenità, senza avvertire un minimo di paura o di tristezza. Anzi, nel cuore è nata una grande riconoscenza per la mia vita, per l’età a cui sono arrivato, per i doni immensi che hanno arricchito la mia esistenza. Come non ringraziare per il dono della fede in Dio amore, che da senso a tutto ciò che viviamo? Come non ringraziare per il dono della chiamata al sacerdozio, alle esperienze fatte nelle varie parrocchie, con le fatiche e ai fallimenti ma anche con tante gioie per essere stato un piccolo e povero strumento nelle mani di Dio? Come non ringraziare per il dono dell’Ideale di Chiara Lubich che ha illuminato di luce nuova la mia vita personale e il mio ministero, e soprattutto per l’esperienza del Focolare sacerdotale, che mia ha fatto sperimentare la bellezza e la concretezza della comunione,  di un rapporto profondo di unità tra noi. In questi ultimi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, ho avvertito tanto amore fraterno che spesso mi ha commosso! E tutto questo al di là delle mie povertà e debolezze umane! Anche questa realtà che mi attende mi apre ancora di più alle “vie di Dio e ai suoi sentieri” e alla gioia profonda del cuore.

Don Lionello Cadei (Coccaglio – BS – 1950/2019)

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