Nuova tappa dell’evangelizzazione e sinodalità: il rinnovamento ecclesiale alla luce della Evangelii Gaudium

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CONVEGNO
Promosso dal Movimento dei Focolari in Italia in collaborazione con il “Centro Evangelii gaudium” dell’Istituto Universitario Sophia (IUS)
Loppiano – Figline e Incisa Valdarno (Fi) 18-20 febbraio 2019

Sinodale è l’aggettivo che esprime il volto nuovo della Chiesa oggi. Questa l’idea forte che ha caratterizzato lo svolgimento dei lavori del convegno rivolto ai vescovi italiani, promosso dal Movimento dei Focolari in Italia in collaborazione con il “Centro Evangelii gaudium” (CEG) dell’Istituto Universitario Sophia (IUS). Circa una quarantina i vescovi dalle diverse diocesi italiane che sono convenuti a Loppiano, la cittadella dei Focolari per una tre giorni di incontro all’insegna della comunione, «un’esperienza di famiglia», come l’ha definita il card. Petrocchi nelle conclusioni. «In tante delle diocesi presenti qui, sono già avviati dei cantieri sinodali, ed è importante che queste esperienze circolino», afferma l’arcivescovo dell’Aquila e presidente del consiglio scientifico del CEG, invitando il Centro a studiarle e approfondirle. «Esco da questa esperienza fortificato nella speranza, rassicurato nella fratellanza, e con una spinta ancora più forte a spendermi perché le nostre chiese siano oggi dentro un mondo che cambia segno della speranza che non delude», dichiara Petrocchi.

La traccia dei lavori, come recita il titolo stesso del convegno, si è ispirata all’esortazione apostolica di papa Francesco ponendo l’accento su temi importanti, tutti intrinsecamente correlati fra loro: evangelizzazione, sinodalità, rinnovamento ecclesiale. A fare da sfondo a tutto, poi, il V convegno della Chiesa italiana svoltosi a Firenze nel novembre 2015 che aveva visto in apertura l’intervento programmatico di papa Francesco e l’approfondimento delle “cinque vie”: annunciare, uscire, educare, abitare, trasfigurare.

«Le tante sfide che il Paese si trova di fronte – ha scritto nel suo messaggio ai partecipanti al convegno di Loppiano il presidente della CEI, card. Bassetti – domandano a noi vescovi anzitutto una concreta testimonianza di dialogo e comunione, da porre come esempio costruttivo e sereno dinanzi alle situazioni di conflitto e frammentarietà che, tante volte, sembrano la risposta più semplice ai problemi e alle paure diffuse». E riprendendo il discorso introduttivo alla sessione invernale del Consiglio permanente CEI, in cui proponeva lo stile sinodale come metodo, supportato «da continue verifiche, da un luogo di elaborazione culturale che non sia semplicemente una vetrina per proporre se stessi», Bassetti ha esortato: «Non è più sufficiente “pensare la sinodalità” o “parlare di sinodalità”.Dobbiamo pensare, parlare, agire sinodalmente. Il “luogo di elaborazione culturale” è quello spazio relazionale efraterno che si genera tra noi quando decidiamo di lasciarci portare, con coraggio e libertà, dal soffio dello Spirito», come papa Francesco incoraggiava nel suo discorso di Firenze 2015.

«Sinodo è termine della Chiesa antica – ha spiegato il teologo Coda, preside dell’Istituto universitario Sophia– ma l’aggettivo sinodale è una maturazione della coscienza ecclesiale», dunque un percorso che vede già in attotante buone prassi e pone al contempo numerose sfide. «Siamo alla soglia ormai di un nuovo decennio pastorale. Che sia il momento propizio?», si chiede fiducioso mons. Coda. Lo confermano i vescovi presenti, coi loro interventi, testimonianza delle numerose esperienze che rendono viva la “gioia del Vangelo”. «Occorre sognare un modello di chiesa – afferma Coda – capace di affrontare le grandi sfide, sia al suo interno che di fronte ai fenomeni globali del nostro tempo, dalle migrazioni alla nuove frontiere della biogenetica, della tecnocrazia, dell’economia. È un grande cantiere che ci interpella e in cui la Chiesa in Italia vuole entrare sinodalmente».

In un convegno che aveva a cuore questi temi non poteva mancare un focus sul recente Sinodo dei giovani, a partire dal quale e in un parallelismo con l’Evangelii Gaudium, mons. Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica, ha messo in evidenza «tre aspetti significativi sui quali la Chiesa è chiamata a compiere scelte chiare e coraggiose»: essere accompagnatori di qualità, preparare nuovi formatori per rispondere alla complessità, fare della Chiesa, una casa per i giovani. E ha invitato a «privilegiare l’attenzione alle giovani generazioni», perché «educare significa puntare sulla speranza e costruire una Chiesa che si cura del presente ma guarda al futuro».

E mons. Russo, segretario generale della CEI, intervenuto nella giornata finale, ha ribadito: «Il nostro convivere in unum qui a Loppiano, è già una risposta concreta a quanto il Papa ci ha chiesto, in quanto non stiamo qui a parlare di sinodalità, ma a vivere la sinodalità tra di noi». «La difficoltà è di rendere effettiva, efficace la sinodalità: costa tempo, fatica, tempo per il dialogo, il confronto, del mettersi in discussione». In conclusione, ha affermato, «camminare insieme cambia anche la prospettiva su di noi, non ci basta più stare l’uno accanto all’altro. Bisogna generare luoghi di comunione episcopali, non per trovare soluzioni pastorali ma per trovare spazi insieme di cammino e vivere la Chiesa».

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