Far da badante

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Quando ho cominciato il mio servizio come badante presso una signora, lei era ottantenne e così malandata che sembrava dovesse morire da un momento all’altro. Ciò nonostante la nostra convivenza è durata dieci anni fino alla sua morte.

Non è stato facile, anche perché era vissuta da sola per quarant’anni dopo la morte del marito, acquisendo altre abitudini. Ho cominciato a vivere insieme a lei le piccole cose di ogni giorno, a esserle amica, mettendo sempre in grande rilievo l’importanza della sua partecipazione.

E a poco a poco anche la signora ha iniziato a interessarsi alle mie vicende, a condividere quello che le dicevo, dimostrandomi sempre più riconoscenza. Con la testimonianza del rapporto d’amicizia che s’era stabilito tra noi, abbiamo potuto risollevare e ridare speranza a molte persone anziane che incontravamo alla messa quotidiana o che venivano a visitarci. Alcune famiglie di nostra conoscenza, che pensavano di sistemare i genitori presso qualche casa di riposo, incoraggiate dall’esperienza che facevamo, hanno preferito assisterli in casa.

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno V, n.3, maggio-giugno 2019)

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