Apporti metodologici del Carisma dell’unità all’agire pastorale

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Un seminario promosso dal Centro Evangelii Gaudium dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano.

Un metodo per pensare insieme?

Proprio così! È stata questa l’esperienza fatta da una trentina di presbiteri, laici, religiosi da diversi Paesi dell’Europa, che si sono radunati a Loppiano in un seminario promosso dal CEG dal 26 al 28 giugno.

Ma pensare su che cosa?

Siamo in un momento in cui occorre sincronizzarsi con l’attuale cammino sinodale della Chiesa, con un metodo che porti ad un pensiero condiviso, non facile in una situazione di grande pluralità e di varietà di situazioni, contesti, modi di agire pastorale. Si sente la necessità di avere luoghi di condivisione, di sinergia, di confronto e verifica. Il Centro Evangelii Gaudium si mostra sempre più come un soggetto previlegiato in questo senso.

Si è cercato di guardare la realtà dell’agire pastorale partendo da buone pratiche ispirate dal Carisma dell’unità di Chiara Lubich.

L’orientamento di fondo è quello di Papa Francesco: “farsi prossimo” andando incontro alle persone, per far emergere le domande nascoste, spesso inespresse, anche le più dolorose.

Non si butta via niente delle vie tradizionali ma si agisce dal di dentro per illuminarle, senza perdere la creatività di cui la pastorale ha bisogno. Importante avere capacità di costruire relazioni, di dialogo. La relazione costruisce fiducia, e la fiducia genera corresponsabilità. 

Molto arricchenti gli interventi di Padre Mariano Steffan, fc, sulla teologia pastorale alla luce dell’esperienza di Chiara Lubich e di Mons. Brendan Lehay, vescovo di Limerick (Irlanda), sulla sua esperienza pastorale in una Chiesa segnata da non poche difficoltà.

Dalle 4 esperienze raccontate (Germania in ambito accademico, Repubblica Ceca con i giovani, Italia sia in parrocchia che nella pastorale familiare) emerge l’importanza di agire nel segno di un Noi-Chiesa, un NOI che agisca anche se siamo da soli. Un metodo questo che ci porta a sentirsi Chiesa, “sentire cum Ecclesia”, secondo l’invito di Papa Francesco nella veglia dell’ultima GMG in Panama.

MARIA DO SAMEIRO FREITAS

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2 Commenti

  1. Grazie di cuore per aver condiviso questa pista di lavoro emersa dall’incontro di formazione pastorale a Loppiano. È la risposta ai miei tanti interrogativi a cui spesso non trovo possibilità di confronto, di incontro, di dialogo, non solo nelle strutture della Chiesa locale e diocesana, ma anche della stessa Opera di Maria. Certamente percorrere la via maestra che Chiara da sempre ci ha indicato con i punti della spiritualità è programma e metodo di vita, ma sento che oggi c’è un passo oltre da fare, con gli altri fratelli dell’Opera. Come fare allora se tanti non ne sentono l’esigenza? Per me è essenziale essendo impegnatain consiglio diocesano e regionale x l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e referente zonale di Caritas diocesana oltre che del gruppo d’ascolto caritas zonale.
    È pur vero che il vivere la Parola e l’ascolto della voce dello Spirito sono luce e guida sicure, per questo seguirò con fedeltà quanto potrete donarci, espressione di quel Carisma a cui mi affido.

  2. Che belllo! Sono maxim da camerun. Sono studente nel seminario presbyteriano, per diventare Pastore. Ho conosciuto la spiritulità dei focolari 12 anni fa e dopo cerco a vivere l’unità nel tutto. Cosí ho fatto tante sperienze vivendo lo svangello nei principi dei focolari. I risultati sono visibili qui in seminario e lo saranno ancora durante la mia vita sacerdotale, lo spero! Ciao a Tutti!

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