Popolo di Dio in uscita!

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“Il soggetto dell’uscita è la Chiesa, il popolo di Dio” ribadisce don Sergio Pellegrini dando così un filo conduttore a tutto il percorso di questa scuola.

Il principio di unità è il Risorto. La Chiesa entra nella storia degli uomini ed è seme di unità. Se la realtà del Risorto è viva, la Chiesa deve uscire dai confini dove è stata generata.  Il Risorto comprende tutti perciò, chi è oltre la Chiesa,  deve potersi scoprire nell’esperienza che anche loro vivono pur non conoscondola.

In questo cammino in uscita per scoprire oltre sé la presenza e la Luce del Risorto  è imprescindibile il discernimento comunitario (che presuppone quello individuale) che, come ama dire papa Francesco, è “artigianale”, nel senso che non è fatto in serie, ma specifico per ogni persona.

Tutta la giornata di venerdì è stata dedicata a scoprire come attuare questo discernimento, anche con dei giochi di ruolo che ci hanno aiutato a capire vitalmente come procedere.

Certo, non si genera la comunità senza avere presente alcuni elementi fondamentali:

  • L’Arte di amare, che vuole dire riconoscere e amare Gesù nell’altro
  • L’amore a Gesù crocefisso e abbandonato, che vuole dire il confronto e l’accoglienza della diversità
  • Maria Desolata, il saper perdere per fare spazio al fratello

Con queste convinzioni, si parte con un nuovo entusiasmo per costruire comunità vive, lì dove siamo!

Le prospettive sono tante ed ognuno cerca di individuarle per incarnarle nel proprio ambiente. Ma ci sono anche progetti comuni:

  • Trovare delle vie per moltiplicare questi corsi per operatori pastorali ed aprirli a tanti altri
  • Cogliere l’invito di Mons. Vicenzo Zani e andare avanti nell’approfondimento del progetto educativo dell’Opera con iniziative dedicate a questo argomento fondamentale per il tempo in cui viviamo
  • Fare dei corsi su pastorali specifiche, magari iniziando con quella giovanile, anche con dei momenti di incontri per giovani durante l’anno.

Tante le impressioni:

In questi giorni abbiamo ricevuto un “pronto soccorso pastorale”:  abbiamo imparato ad usare degli strumenti di pronto soccorso per  l’“ospedale da campo” che ci è affidato.

Questo è il futuro: l’orizzonte in cui viviamo qui, con l’apertura a persone di tutte le religioni e culture: una Chiesa che comprende tutti! Bisognare aggiornare il nostro stile di pastorale e scoprire modi nuovi in questo mondo nuovo in cui ora viviamo

Importanti i laboratori che ci hanno fatto fare un’esperienza viva di comunità

C’è un solo verbo capace di illuminare l’oscurità: amare (Socrates)

Bellissima l’esperienza intergenerazionale che abbiamo fatto insieme, adulti e giovani.

Ciò che mi porto è che non possiamo avvicinare l’altro con dei pregiudizi. Vorrei vivere la vita come ho vissuto qua.

Partiamo convinti che in ogni angolo di terra dove andremo troveremo il “super amore” che è Gesù stesso che ha già dato la vita per tutti. A noi scoprirlo perché emerga la Luce che c’è in ognuno!

Maria do Sameiro Freitas

Vedi anche:http://www.focolaritalia.it/2019/07/04/come-trasmettere-il-vangelo-in-unepoca-di-cambiamento-mistica-del-noi-e-cultura-del-dialogo/

http://www.focolaritalia.it/2019/07/02/percorsi-pastorali-passaggio-dallio-al-noi/

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