Piccole esperienze… pastorali (4)

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Continua la pubblicazione di alcune esperienze scritte da sacerdoti che vivono la spiritualità dell’unità.

Riflessioni sulla Parola di Vita (giugno 2019): «Ricevete lo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni» (At 1, 8)

Al di là della critica … “Chi ascolta voi ascolta me”

Un giorno mi dovevo recare dal mio vescovo per aggiornarlo sui due mesi nella nuova parrocchia. Volevo raccontargli del mio inserimento positivo soprattutto, della buona collaborazione con il parroco, delle varie attività che sono coinvolto e, nello stesso tempo, della difficoltà del vivere le varie realtà: disunità su vari livelli pastorali delle comunità, difficoltà di creare unità tra i sacerdoti dell’Unità pastorale, critiche imprudenti. Sentivo che per me era molto difficile aggiornarlo soprattutto di queste difficoltà ma mi sono fidato anche del fatto che avevo condiviso con una persona tutto questo e lei mi aveva incoraggiato ad essere sicuro della frase del Vangelo “Chi ascolta voi ascolta me”, cioè credere nella grazia del Vescovo e che questo poteva essere un momento forte ma importante soprattutto per me e per il vescovo stesso.

Durante il colloquio ho parlato con tanta pace di quello che sentivo nel cuore, gli ho raccontato ciò che ho vissuto il giorno della ricorrenza del mio anniversario di ordinazione: quel giorno mi sono recato a celebrare la S. Messa sapendo che ancora una volta celebravo la messa soltanto per una signora anziana. Con sorpresa, entrato in chiesa, invece della solita signora c’era anche il sacrestano, quindi due persone. Ho celebrato con un desiderio di farlo bene e che in quel momento la messa non era solo per le due persone presenti ma c’era il mondo perché Lui si offre in ogni eucaristia per tutti! Forte è stata l’unione con Dio. Sono uscito da quella messa come se avessi celebrato per una cattedrale gremita di persone.

Il Vescovo è rimasto colpito da questa esperienza. Ma dovevo ancora fare una cosa nei suoi confronti e cioè ristabilire quell’unità che mi lega con il mio vescovo. Ho preso coraggio e gli ho detto del mio soffrire per queste piccole o grandi disunità, a volte provate anche con lui, e ora gli chiedevo in quel giorno particolare per me, il giorno della mia prima messa, di benedirmi. Lui ancora più sorpreso si è alzato dalla poltrona, mi ha abbracciato e poi io mi sono inginocchiato e mi ha benedetto! Ho deciso di dedicare la mia vita a creare relazioni con i sacerdoti qui dell’unità e del vicariato. Ci vorrà tempo? Forse sì, ma sono certo che sono i primi mattoni per creare ciò che lo Spirito sta chiedendo alle nostre comunità.

F.C.

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