Piccole gocce di fraternità ai tempi del #coronavirus

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Stanno arrivando in redazione tantissime esperienze da tutta Italia: una vera e propria gara di solidarietà, un percorso che tanti stanno sperimentando nel cammino deciso verso la fraternità. Grazie a tutti. Continueremo a pubblicare le vostre testimonianze.


Dal Piemonte: Una famiglia della nostra comunità è stata toccata dal virus. Il nonno è infatti grave in ospedale e mamma, papà e tre figli sono in quarantena a casa. Sono spaventati e arrabbiati perché tutto questo è successo a loro. Si sono chiusi nel  loro dolore e non vogliono essere contattati dalle altre famiglie. Vogliamo rispettare questo loro desiderio, ma al tempo stesso desideriamo essere loro  vicini concretamente. Così con altre famiglie, oltre a pregare per loro, ci siamo organizzati  per preparare i pasti per i loro figli, che dovrebbero stare più lontano possibile da loro e li facciamo arrivare tramite la protezione civile. Questo nostro impegno a poco a poco li sta aiutando a ritrovare la serenità e adesso ci chiamano non solo per dirci qualche loro necessità, ma anche soltanto per parlare. Capiamo che dobbiamo essere proprio un nulla d’Amore per accogliere il loro dolore.


Da Parma: In queste settimane in cui siamo tutti a casa abbiamo riscoperto la bellezza dei ritmi più umani: niente corse x andare a scuola, le attività, il lavoro e pur continuando a studiare e a lavorare da casa, si riesce ad avere più spazio per la condivisione. Ad un certo punto sentivamo tutti di voler fare qualcosa x gli altri, ma non è facile stando a casa. Però abbiamo pensato alla coppia che vive sotto di noi e siamo andati a chiedere se avevano bisogno della spesa. Lì abbiamo scoperto che lui era stato ricoverato x il coronavirus, in forma grave, e anche la figlia, più giovane di me. Siamo rimasti senza parole. Lei era in quarantena a casa con la nipotina, il cui papà vive a Bolzano xké separati, e deve cercare di star su x lei, ma in realtà è disperata. Abbiamo detto che avremmo pregato e che poteva contare per tutto su noi. Le nostre figlie hanno trovato un regalo ancora chiuso che avevano ricevuto dalla nonna e l hanno dato alla bambina. E abbiamo sentito che davvero i bisogni degli altri riempiono i nostri vuoti. Adesso la situazione è sempre critica, ma anche solo pregare e fare la spesa x loro ci fa sentire più partecipi di questo gioco misterioso che è la vita.


Dalla Sardegna: Io e mio marito cerchiamo di stare il più vicino possibile ai nostri genitori. Mio marito porta la spesa ai suoi genitori, io li chiamo spesso al telefono. I miei genitori sono lontani e mi dispiace non poter stare loro accanto in modo concreto. Anche con loro ci sentiamo durante il giorno. Manteniamo i contatti con tutti i nostri amici attraverso i social, scambiandoci messaggi divertenti per tirarci su il morale o qualcosa che può sostenerci spiritualmente. Uno dei  nostri figli ha subìto un intervento al polmone destro e presto dovrà sottoporsi a un altro intervento al polmone sinistro. Per noi, restare a casa  ed usare ogni precauzione è un dovere in più per non mettere a rischio la sua salute. Posso dire che questa quarantena si sta rivelando un’occasione per stare insieme, fare delle cose insieme , ascoltarci. Non nascondo che ci sono stati dei momenti di tensione, che abbiamo però  superato ricominciando sempre  con un di più d’amore  e con la preghiera.


Dal Veneto, Chioggia.

Non potendo accostarmi all’Eucarestia  ho sentito il bisogno di dedicare più tempo alla preghiera, al rosario. Sento che sta crescendo così  il mio rapporto con Dio. Cerco di svolgere bene il mio lavoro in smartworking, di stare più vicino ai miei familiari  e di approfittare di questo momento particolare per fare in casa dei lavori di tinteggiatura. Non sempre è facile stare insieme, soprattutto con i ragazzi costretti a restare in casa, ma abbiamo sempre ricostruito il rapporto fra noi avendo imparato anche a chiedere scusa.


Dalla Toscana.

Sicuramente i mezzi di comunicazione ci aiutano in questo periodo a sentirci più uniti. Così adesso i messaggi sono di incoraggiamento o servono per raccontarci cosa stiamo vivendo. In parrocchia ho attivato una pagina Face book attraverso la quale tutti possono seguire in diretta la Messa celebrata dal parroco. Certo lì in chiesa  siamo solo io e lui e questo ci fa provare un po’ di tristezza, ma abbiamo saputo che tanti sono stati felici e allora la tristezza è andata via!

 Viareggio:  Da qualche giorno mio marito e i miei figli hanno smesso di lavorare e stiamo tutti a casa.  Questo  ha contribuito a cambiare qualcosa nella nostra famiglia. Ho la mamma che vive con noi, malata e costretta a stare a letto. Io dedico tanto tempo a lei per accudirla, darle da mangiare, somministrarle le medicine. I miei figli, fino a pochi giorni fa, presi dal lavoro e dal gioco del calcio, a stento riuscivano a dare un saluto veloce alla nonna. Adesso si  fermano un po’ con lei e cercano di aiutarmi. I momenti più belli sono quando stiamo insieme a pranzo e a cena, perché finalmente  abbiamo più tempo per parlare e anche per ridere.

Lucca: Ci siamo resi disponibili per fare la spesa per tutti i nostri vicini e poi  abbiamo donato loro  alcune mascherine che eravamo riusciti ad avere; sono rimasti colpiti dal nostro gesto .

Siena: Due nostre figlie si  sono messe a disposizione per fare da babysitter ai figli di alcuni infermieri che abitano vicino e che sono impegnati in ospedale.

Pisa:  Qualcuno di noi ha preparato il pranzo per delle famiglie in difficoltà.

Arezzo: Una famiglia è costretta a stare in casa per problemi di salute. E’ nata così una gara di solidarietà e a turno si porta loro ciò di cui hanno bisogno o si preparano i pasti.


Dalla Liguria: Il ritrovarci tutti a casa, genitori e figli, 24 ore su 24 rende a volte difficile il capirsi ed il vivere in armonia. Eppure c’è l’impegno di tutti , una sorta di allenamento che ci porta a smorzare ogni discussione. Abbiamo trovato un momento per  ricordare quelle parole di Gesù che ci assicurano la sua presenza se siamo uniti: il segreto per  ricominciare.


 

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2 Commenti

  1. Grazie per queste preziose e concrete testimonianze che ci fanno capire la “fantasia” dell’amare. Le farò circolare alle varie persone che conosco, perché possono diventare uno stimolo alla propria vita.
    Carlo Baldessari

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