La quaresima del Capitalismo nel tempo del Coronavirus – Webinar con Luigino Bruni

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    Appuntamento il 18 marzo 2020, ore 20:45, in collegamento dal Polo Lionello Bonfanti con Luigino Bruni

    Per partecipare collegarsi al sito https://www.pololionellobonfanti.it/ – Si precisa che sarà possibile partecipare al webinar unicamente online in quanto il Polo Lionello Bonfanti, in ottemperanza alle disposizioni per contenere il diffondersi del Coronavirus, è chiuso al pubblico. La serata è organizzata da “Noi Qui – relazioni generative” e da Polo Lionello Bonfanti

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    Data / Ora
    Date(s) - 18/03/2020
    20:45 - 21:45

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    1 commento

    1. Il COVID-19 e la nuova società

      Dal 9 marzo 2020 l’intera nazione è stata dichiarata zona protetta, cioè di massima allerta e attenzione, per contenere il più possibile la diffusione del coronavirus COVID-19.
      Partendo da qui, proverò a mostrare la mia proposta per uscirne come società umana.
      Perché, però, di fronte a un’emergenza globale sistemica (e mi riferisco allo sfruttamento indiscriminato delle persone e dell’ambiente) dobbiamo partire da un’emergenza circoscritta (e mi riferisco al COVID-19, che è circoscritto, per quanto grave esso possa essere)?
      Analisi sociali ed economiche ne sono già state fatte, e qui segnalo due link che condivido appieno:

      https://www.slowfood.it/sars-cov-2-questo-e-il-tempo-della-solidarieta-e-non-piu-della-competizione/

      https://tempofertile.blogspot.com/2020/03/coronavirus-cronache-del-crollo.html?fbclid=IwAR1kmmIVWlhNXbXJZQRf71BQDucujGcNsVUAVIWUInlL_KpDqNtVyMxO4tg

      Questo virus, quindi, sta creando, se non altro al livello dell’analisi e del dibattito, una coscienza “superiore”, più lucida, una coscienza pre-rivoluzionaria; o, meglio, permette a questa coscienza – in alcuni già ben presente – d’avere voce e attenzione; e lo permette in un mondo che finora non prestava ascolto.
      Due sono gli elementi fondamentali che possiamo estrapolare da questi link: la dimostrazione di estrema fragilità del modello economico oggi vincente, quello della rapina incontrastata ai danni delle persone e dell’ambiente; e la necessità di abbandonare l’esacerbata competitività a favore di una società solidaristica.
      Volendo fare una lettura da “realismo magico” del COVID-19, potremmo dire che la Madre Terra ci ama. Che la Natura, così maltrattata dal genere umano, ci sta indicando una via; una via per tornare a convivere nel rispetto reciproco sia fra umanità e natura, sia fra gli esseri umani.
      Stiamo prendendo coscienza come esseri umani nella loro interezza, non limitati solo più a una coscienza di classe che scaturisce dalle segmentazioni della nostra società; il COVID-19 ci sta facendo capire che non siamo i vertici della piramide alimentare; che quello che crediamo essere il nostro regno è più importante e potente di noi stessi; che l’umanità è solo uno dei tanti sottosistemi che compongono l’ambiente e, soprattutto, che il nostro sottosistema è fragile, fragilissimo esattamente come tutti quelli di cui abbiamo decretato l’estinzione con la protervia del regnante assoluto.
      La mia proposta, quindi, non può che essere una presa di coscienza collettiva che porti l’intero genere umano a intervenire per una nuova società, che si regga su un nuovo paradigma condiviso da tutti.
      Questa proposta è, pertanto, sociale; non politica né religiosa.
      Un altro elemento, infatti, può scaturire dal COVID-19: l’assoluta superfluità di molte produzioni.
      Sappiamo bene come i nostri modelli di consumo siano da rivedere; e la Natura ci ha palesato con estrema precisione che essi possono essere rivisti. Debbono essere rivisti.
      E questa revisione può e deve essere un’azione condivisa; non una contrapposizione.
      Essendo, infatti, coinvolta la prosecuzione del globo terrestre – almeno nel senso di pianeta abitabile dalla specie umana e non solo – non è più una singola classe politica, sociale, razziale, religiosa e via dicendo a essere coinvolta o vincente bensì oggi vinciamo o perdiamo tutti insieme.
      È, quindi, a questo “tutti insieme” che provo a giungere io per dare risposta a questi quesiti; cercando in una direzione universale e responsabile.
      Universale perché, ripeto, in gioco c’è l’abitabilità della Terra, un’abitabilità che coinvolge l’intero genere umano e che, quindi, necessita di una risposta universale; il più universale possibile.
      Responsabile perché è attraverso la responsabilizzazione di tutti noi che si può giungere a un risultato; tutti insieme.
      Per riuscirci, abbandono la categorie tramite le quali finora abbiamo lottato e sulle quali ci siamo divisi; ricerco una sintesi che riesca a raccogliere ciò che di buono v’è nelle diverse impostazioni della società, nel tentativo di costruire un paradigma condivisibile il più possibile.
      Pensare, per contro, che sia venuta la resa finale, che finalmente ci sia un vincitore e che questo vincitore sia solo una parte (una classe) di noi umani è, a parer mio, un errore. Perché non esiste un vincitore senza un vinto. E la vittoria presuppone la sopraffazione del vinto.
      Mentre, lo ripeto: dobbiamo vincere tutti insieme, uniti.
      Per questo motivo, è tramite la responsabilizzazione di ognuno di noi che si può vincere; non attraverso l’imposizione di costrizioni che sono comunque necessarie – la revisione del nostro modello di consumo, creata a sua volta dal modello economico capitalista e finanziario –; bensì è attraverso la responsabilizzazione di ognuno e la condivisione del paradigma che scaturiranno nuovi comportamenti umani, compresa la revisione del modello di consumo. Queste necessarie costrizioni devono realizzarsi tramite azioni individuali responsabili, compiute volontariamente da tutti noi. Ripeto, una nuova società nata e costruita sulla responsabilizzazione, non sull’imposizione.
      Pertanto, la mia proposta è rivolta agli abitanti della Terra: sono convinto che si vince solo se si è tutti insieme.
      Ma quale può essere questo nuovo paradigma?
      Innanzi tutto è un paradigma il cui sviluppo viene rigidamente mantenuto all’interno della sostenibilità ambientale; viene cancellato, per esempio, l’attuale esasperazione capitalista e consumistica della tachiproduzione, neologismo per sovraproduzione e riassortimento incessante.
      Mentre sul versante umano vi è, fra le varie proposte, l’assoluto riconoscimento del valore unitario del tempo lavorato: per chiunque e per qualunque mansione svolta (compresi i lavori casalinghi, tipicamente svolti dalle donne e non considerati “lavoro” e, pertanto, non retribuiti). Il tempo, infatti, è uguale per tutti.
      Alcune altre proposte sono:
      · eliminazione dell’interesse
      · eliminazione del debito
      · reddito di emancipazione per tutti
      · scolarizzazione gratuita fino alla laurea per tutti
      · welfare completo e gratuito per tutti
      · contabilità evoluta per gli Stati e per le aziende
      · libertà di fare impresa, ma solo nel pieno rispetto dell’ambiente e delle persone
      · coinvolgimento dei cittadini nell’espletamento del funzionamento della società
      · passaggio dall’attuale società della competizione a una società della collaborazione
      · indicazione su come effettuare oggi stesso una sperimentazione di questa nuova società
      Nei dettagli, descrivo il paradigma nel libro http://www.meltemieditore.it/catalogo/lavoro-valore-allepoca-dei-robot/.
      La partenza – come anche il percorso e il punto di arrivo! – è, quindi, il pieno rispetto dell’ambiente e delle persone.
      Nella sua essenza è una società che prevede la distinzione dei singoli ma nella piena eguaglianza sociale: uguali ma diversi, tutti.
      E, soprattutto, ciascuno libero di potersi esprimere come vuole, ricercando la propria identità non più nel lavoro e nella ricchezza. Un’identità che possa esprimersi “anche” nel lavoro e anche in campo economico; i quali, però, divengono solo due ambiti nei quali trovare un’identità.
      Per concludere, un paradigma che possa unire, non dividere; a vincere, infatti, dovrà essere la Madre Terra, per offrire un’ambiente accogliente per tutte le specie, compresa quella umana.

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