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In una classe delle scuole medie anche un messaggio con il cellulare può costruire relazioni migliori

di Elisa Ward

Come, forse, i genitori avranno notato, nei gruppi di WhatsApp tra gli studenti delle scuole
medie capita di tutto. Frasi sconce, parolacce, insulti sono episodi spiacevoli non così rari. Un giorno, nel gruppo della mia classe, una compagna non è potuta venire a scuola e ha chiesto se qualcuno fosse disposto a mandargli la lezione che aveva perso. Invece di aiutarla, molti ragazzi le hanno spedito, via cellulare, il dito medio: un simbolo molto volgare. La mia compagna allora ha scritto: «Immaginate che la stessa cosa sia capitata a voi. Per qualche motivo vi siete assentati e siete costretti a chiedere la lezione per poterla recuperare. Vi farebbe piacere essere trattati in questo modo? Per favore, non fate agli altri le cose che non vi piacerebbe fossero fatte a voi!». Non mi trovavo a casa, ma le ho scritto che appena avrei potuto le avrei mandato ciò che le occorreva. Così ho fatto. Lei mi ha ringraziato molto perché, dopo un’intera giornata, nessuno della classe le aveva risposto. Dopo questo episodio, che lei ha molto apprezzato, siamo diventate ancora più amiche.

(tratto dalla rivista Città Nuova n.6 /Giugno 2016)

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