“Spirito di Assisi” – Origine, sviluppi e prospettive

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30 ANNI DI “SPIRITO DI ASSISI

assisi pace

Dépliant Assisi

Programma Assisi 2016

(Origine, tappe, sviluppi e prospettive)

Uno “spirito” che sta segnando il cammino dell’umanità

Nel secolo scorso le religioni hanno intrapreso un nuovo cammino: dopo secoli di diffidenze e di ostilità, hanno iniziato a incontrarsi, a dialogare, e soprattutto a operare insieme per la pace. Due in particolare gli eventi che hanno dato speciale impulso a tale processo.

Il primo la pubblicazione, il 28 ottobre 1965, della dichiarazione conciliare Nostra aetate, considerata la magna charta del dialogo fra le religioni. Il secondo, promosso da San Giovanni Paolo II, l’incontro ecumenico e interreligioso del 27 ottobre 1986, cui hanno offerto uno speciale contributo la Chiesa di Assisi, le Famiglie francescane unite, la Città, chiamate ad animare e a fare da sfondo a quello storico incontro.

Il 1986 era l’anno dedicato dall’ONU alla pace. Il metodo proposto, accolto favorevolmente da tutti i rappresentanti religiosi, fu quello del pellegrinaggio, del digiuno e della preghiera per la pace. Tale evento è stato all’origine dello “spirito di Assisi”. A coniare tale espressione fu San Giovanni Paolo II che, rientrato in Vaticano, due giorni dopo ricevette in udienza i rappresentanti delle religioni non cristiane. Rivolgendosi ad essi, formulò un auspicio, quasi una consegna: «Continuiamo – disse – a vivere lo “spirito di Assisi”»! In seguito, riferendosi allo stesso evento, precisò: «Quell’incontro ha una forza spirituale dirompente: come una sorgente a cui tornare per rinsaldare l’ispirazione; una fonte capace di sprigionare sempre nuove energie di pace!».

Nello “spirito di Assisi”: dal 1986 ad oggi

La Santa Sede, la Città di Assisi, i Francescani e altri Enti e Movimenti ecclesiali, le varie religioni stesse, in questi 30 anni, si sono fatti promotori di numerosi incontri ecumenici e interreligiosi per la pace, proponendo azioni comuni in favore del dialogo, dell’incontro e della preghiera per la pacifica convivenza fra i popoli.

San Giovanni Paolo II ha nuovamente convocato in Assisi le religioni mondiali il 9 gennaio 1993, a seguito della grave crisi scoppiata nei Balcani. Il Papa presagì che ancora una volta solo Dio poteva porre fine a quella assurda strage e convocò nella città di Francesco le tre religioni coinvolte: Cattolici, Ortodossi e Musulmani.

Fu poi la volta del grave attentato alle torri gemelle di New York. Le religioni ancora una volta, il 24 gennaio 2002, si ritrovarono ad Assisi, sollecitate dall’anziano Pontefice, per innalzare a Dio una speciale invocazione affinché fosse scongiurata una ulteriore crisi mondiale.

A 25 anni dall’evento del 1986, anche Papa Benedetto XVI volle essere in Assisi, con i rappresentanti delle religioni, per attingere nuovamente allo “spirito di Assisi”, cioè – come affermò – a quella “fonte ispiratrice”. Ciò avvenne il 27 ottobre 2011: anch’egli, sulle orme del predecessore, si fece pellegrino alla città serafica invitando i credenti delle varie fedi a farsi “Pellegrini della verità, Pellegrini della pace”. In quella occasione estese l’invito anche a 4 persone di cultura che non avevano riferimenti religiosi nella loro vita. In quel giorno Benedetto XVI definì l’iniziativa di Giovanni Paolo II: “audace e profetica”.

Lo “spirito di Assisi” e la comunione nella Chiesa Cattolica

Assisi, nel trentennio, è diventata città-icona di un ulteriore dialogo: quello all’interno della Chiesa cattolica. Giovanni Paolo II, agli albori del nuovo millennio, propose alla Chiesa di essere “comunione” e che questa dovesse “rifulgere nei rapporti fra i Vescovi, fra i Presbiteri e i Diaconi, fra Pastori e intero Popolo di Dio, fra Clero e Religiosi, fra associazioni e movimenti ecclesiali, ecc.”.

Dopo l’incontro dei Movimenti ecclesiali avvenuto in piazza San Pietro nel 1998 alla vigilia del Giubileo, ad Assisi, il 26 ottobre del 2000 si è svolto, nello “spirito di Assisi”, uno speciale incontro fra la grande Famiglia Francescana e una nuova famiglia ecclesiale: il Movimento dei Focolari. L’allora Custode del Sacro Convento, P. Giulio Berrettoni, invitò nella città serafica Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, per condividere un’esperienza di comunione: fra una “spiritualità antica” e una “spiritualità nuova”. 10 anni dopo, il 27 ottobre 2010, l’incontro si è ripetuto e allargato con la partecipazione di 14 Movimenti ecclesiali e oltre 40 Istituti religiosi antichi con la presenza di alcuni Superiori Generali e della Presidente del Movimento dei Focolari. Insieme hanno sottoscritto un patto di comunione ed si sono assunti l’impegno di diffondere nel mondo i “quattro dialoghi”, attraverso la spiritualità della comunione e il dialogo della vita.

San Francesco: “celeste patrono dei cultori dell’ecologia” e Papa Francesco

Lo “spirito di Assisi” in questi ultimi anni ha acquisito anche un’altra accezione: quella della difesa e della custodia del creato. Già il 29 novembre 1979 san Giovanni Paolo II aveva riconosciuto in Francesco d’Assisi un singolare cantore e difensore del creato. E con lettera motu proprio, aveva proclamato il Santo “celeste patrono dei cultori dell’ecologia”.

Tuttavia è stato Papa Francesco, fin dall’inizio del suo ministero petrino, a lanciare alla Chiesa e al mondo il tema della custodia del creato. Disse: “La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, riguarda tutti. É il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo” (19 marzo 2013).

Papa Francesco poi sì è pronunciato ulteriormente nel 2015, nella forma solenne della lettera Enciclica “Laudato si’’”, che fin dalle sue prime battute si ispira alla visione del mondo del Santo di Assisi. Una lettera indirizzata non solo alla Chiesa cattolica ma a tutti i membri della famiglia umana.

Iniziative per rivivere e consegnare lo “spirito di Assisi” alle nuove generazioni

Nel 2016 sono state programmate molteplici iniziative per celebrare i 30 anni dello “spirito di Assisi”. Già nel mese di gennaio 2016, in India, il “Franciscan Centre for Peace and Dialogue” fondato dai Conventuali in Kerala 20 anni fa, ha dato particolare solennità all’assegnazione del Premio Nazionale “spirito di Assisi”, invitando una delegazione di Frati della Basilica di San Francesco di Assisi.

Ad Assisi è stata poi allestita una elegante mostra che raccoglie le immagini più significative degli incontri e giornate di preghiera per la pace che si sono succeduti nella città serafica in questi 30 anni. La mostra, inaugurata lo scorso 7 maggio, sarà visitabile fino a novembre nel chiostro superiore Sisto IV della Basilica di San Francesco.

Anche a Marsala (TP), il 22 maggio 2016 (vedi comunicato stampa) si è tenuto un convegno sulle tematiche dello “spirito di Assisi” in particolare sui temi del dialogo interreligioso, sulla solidarietà a famiglie povere del territorio, sull’educazione alla legalità e sull’accoglienza dei rifugiati. Il convegno è stato promosso dalla Fondazione Francesco d’Assisi e dal Sacro Convento, in accordo con la Chiesa locale.

Quest’anno inoltre, la Comunità di Sant’Egidio, che in questi trent’anni ha lanciato le celebrazioni dello “spirito di Assisi” nelle capitali del mondo, con le Famiglie francescane ha scelto di realizzare l’evento commemorativo in Assisi. Una commissione allargata alla Diocesi e ad altri Enti e Movimenti ecclesiali è al lavoro per la programmazione dell’incontro per la pace che vedrà uniti ancora una volta i rappresentanti delle religioni mondiali in Assisi nei giorni da18 al 20 di settembre 2016.

Infine, il prossimo 27 ottobre, sempre in Assisi avrà luogo l’incontro annuale di preghiera per la pace.

L’obiettivo di tutte queste commemorazioni è quello di tenere vivo lo “spirito di Assisi”, ma soprattutto, dopo 30 anni, di consegnare tale “spirito” alle nuove generazioni. È quasi una bandiera che una generazione consegna a quella successiva perché i giovani si sentano interpellati e decisi a intraprendere ulteriori cammini di incontro e di dialogo fra le religioni e offrire all’umanità nuove prospettive di pace e di speranza.

L’impegno dei Francescani e di tutti

Frate Francesco, la spiritualità sgorgata dal suo carisma, il messaggio che i francescani sono chiamati a vivere e a diffondere con decisione anche oggi, lo “spirito di Assisi” che da ormai tre decenni sta percorrendo le strade del mondo: tutto si muova in sinergia per recare all’umanità un rinnovato messaggio di pace, occasione di dialogo e di fraternità, difesa e custodia del creato. Ne va del futuro del pianeta e dell’umanità.

Ci auguriamo che tanti uomini e donne di tutte le fedi, o anche privi di riferimenti religiosi nella loro vita, si sentano coinvolti nel farsi promotori di dialogo, di giustizia, di pace, di difesa e custodia del creato e di fraternità degli uomini fra loro e degli uomini con l’intero creato!

Assisi, 1 giugno 2016

P. Egidio Canil OFM Conv Delegato per lo “SPIRITO DI ASSISI” Sacro Convento – Assisi

Vedi anche: Articolo su città Nuova online Sete_di_Pace_Ad_Assisi_30_anni_di_religioni_e_culture

 

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1 commento

  1. Oggi, qui ad Assisi in attesa dell’inaugurazione, mi ha fatto molto impressione leggere queste parole del Papa all’Angelus: un forte richiamo per me a vivere ancor di più per il dialogo.
    Antonio

    Tutto il mondo preghi “unito” per la pace. Si è levato forte l’appello del Papa all’Angelus in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha ricordato che martedì prossimo sarà ad Assisi per l’incontro interreligioso convocato a trent’anni da quello storico voluto da San Giovanni Paolo II. Ha invitato parrocchie, associazioni ecclesiali e singoli fedeli a vivere quei momenti “come una Giornata di preghiera per la pace”.

    “Oggi più che mai abbiamo bisogno di pace in questa guerra che è dappertutto nel mondo. Preghiamo per la pace! Sull’esempio di san Francesco, uomo di fraternità e di mitezza, siamo tutti chiamati ad offrire al mondo una forte testimonianza del nostro comune impegno per la pace e la riconciliazione tra i popoli. Così martedì, tutti uniti in preghiera: ognuno si prenda un tempo, quello che può, per pregare per la pace. Tutto il mondo unito”.

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