Progetto Ballarò

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Tentare nuove strade

A Ballarò, un quartiere svantaggiato di Palermo, una serie di iniziative, nate spontaneamente danno vita ad un progetto che crea coesione sociale

Poco più di un anno fa si è organizzata una giornata ecologica con i giovani e gli adulti del Movimento dei Focolari in una piazza di Ballarò, territorio svantaggiato a livello economico e sociale nella città di Palermo.

Una giornata bellissima sia per il lavorare insieme in un posto così trascurato, che per l’aver creato un rapporto immediato con le persone del posto, i bambini, le mamme i papà che si sono messi con noi a lavorare per ripulire e rendere più dignitoso e vivibile l’ambiente circostante.

Nasce da lì l’idea di dare continuità a quanto vissuto quel giorno. Perché’ non fare in un angolo della piazza una festa di Natale con le famiglie del posto che abbiamo conosciuto?

La festa ha visto canti, giochi, persino Babbo Natale che ha portato doni, dolci! Conclusione: un albero di Natale piantato in una grande aiuola ripulita.

Quel momento ha segnato la nascita di altre iniziative che hanno come punto centrale la parrocchia di S. Nicolò, nei locali della bellissima chiesa medievale adiacente il mercato popolare. Infatti il parroco, contento dell’iniziativa, ci ha invitati a fare qualcosa per un gruppo di 20 bambini che frequentano il catechismo, al quale poi se sono aggiunti altri.

Da gennaio a maggio abbiamo fatto un laboratorio sul teatro dei burattini. I bambini divisi in gruppi, hanno preparato delle semplici storie che descrivevano un gesto d’amore concreto nei riguardi del prossimo, una vecchietta infreddolita e senza cibo, un compagno di scuola in difficoltà nello studio, una mamma che aveva bisogno di aiuto in casa. Partendo dalla costruzione dei burattini si è poi passati all’apprendimento della tecnica per farli muovere e infine alla rappresentazione teatrale.

Il percorso si è concluso con una rappresentazione. Un momento di festa gioiosa, accolto dallo stupore dei genitori di fronte a ciò che i loro bambini erano stati capaci di realizzare.

Durante i mesi si è creato un rapporto di amicizia, fiducia e stima sia con i bambini che con i genitori.

Non sono mancate le sfide, i momenti difficili dovuti a volte al disadattamento comportamentale di qualcuno, ma insieme ce l’abbiamo fatta, e il contributo di ciascuno degli animatori è stato prezioso. L’equipe iniziale era composta da tre persone, adesso siamo in otto ed altri ancora chiedono di poter partecipare e dare il loro contributo. Anche alcune mamme del quartiere si fermano per aiutare.

Da settembre scorso abbiamo avviato un laboratorio artigianale con materiale riciclato. È venuta in rilievo la capacità creativa dei bambini che si sono impegnati con entusiasmo. Qualche giorno prima di Natale in una bancarella si è venduto quanto realizzato, il ricavato era destinato a comprare del cibo da portare ad alcune famiglie indigenti e ad anziani poveri del quartiere. Eravamo divisi in cinque gruppi composti dai bambini di Ballarò, alcune mamme del quartiere e alcuni adulti e ragazzi del Movimento che provengono da quartieri benestanti. Per questi ultimi tutto suonava come una scoperta, una novità, conoscere e confrontarsi con questi bambini più poveri ed una realtà sconosciuta ha creato un forte impatto.  Le famiglie che siamo andati a trovare erano povere ed alcune con situazioni estreme, case fatiscenti, a volte senza luce e acqua. Semplice e diretto è stato il colloquio e la conoscenza con queste persone, hanno raccontato le loro storie, condiviso i loro dolori, si coglieva la gioia e la commozione di sentirsi pensati.

Ognuno ha potuto donare qualcosa di sé, bambini ed adulti, in maniera concreta, semplice, gioiosa e creativa.

È maturata insieme, tra tutti, la coscienza di quanto sia importante aprirci agli altri, condividere quanto siamo ed abbiamo in un clima gioioso e semplice.

Giorno dopo giorno arrivano ora beni di vario tipo, vestiario, cibo, un papà e una mamma di questi bambini del quartiere, che abitano in una casa molto povera, si sono impegnati a distribuire questi beni di prima necessità ad altre famiglie che hanno bisogno. Da cosa nasce cosa e la generosità si fa strada.

Numerose sono ormai le persone coinvolte, chi dona oggetti, a volte anche antichi, soprammobili, lampadari, giochi, libri. Una gran quantità di beni è stata donata ad alcune di queste famiglie indigenti che poi lo hanno venduto nei mercatini ricavando qualcosa per le loro necessità.

In una situazione in cui il lavoro è difficile da trovare abbiamo scoperto che insieme si può pensare, improvvisare, non arrendersi, tentare nuove strade.

Il mettere in comune i beni ha suscitato generosità, idee nuove, entusiasmo nel vivere per gli altri.

Con i bambini si va avanti con l’esperienza della rappresentazione teatrale, episodi tratti dal Vangelo ed attualizzati alla realtà odierna vengono messi in scena anche attraverso esperienze di vita vissuta. L’entusiasmo dei bambini è grande e si trasmettono loro tanti valori.

Anche con i genitori ci sono alcuni momenti in cui si sta insieme: una festa, un incontro, una gita sono occasioni per crescere nell’amicizia e insieme avere cura dei piccoli.

E tutti noi che partecipiamo al progetto sperimentiamo la gioia di costruire insieme, come comunità, un pezzo di umanità nuova vivificata dalla forza dell’unità.

a cura di Antonella Silvestri

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