Passeggiata della pace

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Trieste, 8 giugno 2016

Cappellino colorato, zainetto e maglietta della scuola; gli aprifila di ciascuna classe muniti anche di vivaci cartelloni raffiguranti le diverse facce del “dado della pace”. Erano davvero tanti, più di cinquecento, i bambini e i ragazzini provenienti dagli I.C. Valmaura e Roiano-Gretta che, accompagnati dai rispettivi insegnanti, si sono presentati sul colle di san Giusto, cuore storico e religioso di Trieste, per vivere insieme, con compostezza ma anche con tanta allegria la “passeggiata della pace” a conclusione di un anno scolastico in cui è stato messo a tema, nella varie classi, il valore della pace.

Dopo aver attraversato il commovente “Parco della Rimembranza” dove su ogni pietra è inciso il nome di un caduto in guerra, e aver reso omaggio all’imponente “Monumento ai Caduti” di Attilio Selva che domina la città, tutti sono entrati passando per la Porta Santa in Cattedrale dove, a contrappunto del tema della guerra, è stata celebrata la pace.

Cinquecentoventi bambini sono tanti, eppure…incredibile il silenzio e l’attenzione con cui hanno tutti partecipato e ascoltato le testimonianze e i canti preparati dai compagni: e sono stati il gospel “Wade in the water” che invita a non temere le acque, sono mosse da Dio, e a non arrendersi mai se si mira ad un ideale alto; la presentazione del dado della pace, scritto e letto a più voci da una classe di I media; le tenere esperienze raccontate da Alice e Matteo che trovano nei suggerimenti del dado la forza per “prestare le cose agli altri” e “dare importanza più alle persone che alle cose” e addirittura, come ha confessato tra le lacrime Manola, per ” stare accanto alla mamma e aiutarla a sopportare assieme il dolore della perdita del fratellino”. E ancora le note e la parole di “Semina la pace” che è “un dono, un sogno che si avvererà, un mondo nuovo”. Ma…cos’è la “pace” per un bambino? … Qualcuno ha detto di associarla all’allegria, per un altro è “un modo per stare bene assieme” o “un sogno”, “o ancora “un modo per risolvere i bisticci in famiglia per non andare a dormire arrabbiato con la mamma ma sereno e contento” …” Per finire con il messaggio di “Goccia dopo goccia” che, intonato dal coro, poi tutti hanno cantato assieme perché ” se una voce sola si sente poco, insieme a tante altre diventa un coro…e….un passo dopo l’altro si va lontano.. per aiutare chi non ce la fa”.

E poi, a suscitare la curiosità e l’ammirazione dei passanti e turisti venuti a visitare la città nella bella giornata estiva, un lunghissimo e colorato serpentone di bambini, insegnati e ragazzini ha attraversato tutta la città vecchia passendo per i vicoli della Trieste medioevale e i resti romani riportati alla luce dai recenti scavi per scendere in piazza Unità, altro punto nevralgico della città dove, davanti al Municipio, con lo sfondo del golfo, hanno dato vita ad un inconsueto flash-mob: dapprima disposti in file hanno poi formato dei grandi cerchi da cui sono partite migliaia e migliaia di bolle di sapone che hanno inondato la piazza, simbolo della levità del bene e della bellezza della pace.

Infine: al suono di tamburelli e trombette il lancio di un grande dado della pace che ha assegnato ai veri cerchi i rispettivi “compiti per le vacanze “: amare per primo, accogliere tutti, perdonare l’altro, aiutarsi a vicenda…

Marina Del Fabbro

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