Un Vangelo tascabile

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Uscendo dal supermercato, noto un giovane accoccolato per terra che chiede l’elemosina. Dai tratti somatici si direbbe un sudamericano. Mentre gli lascio un’o erta, scambiamo qualche parola. Viene dal Perù, vengo a sapere, e sta racimolando i soldi per comprare il biglietto del treno. A un tratto mi fa: «Hai per caso un tagliaunghie?». «Sì, se aspetti qui vado a prendertelo: abito a due passi da qui». Vado, prendo l’oggetto, e torno a portarglielo. A questo punto, il giovane mi fa un’altra richiesta, inaspettata: «Hai anche un Vangelo piccolo?». Ne ho più di uno, ma quello a cui tengo di più (ed è appunto tascabile) apparteneva a mia madre. Senza esitazione rispondo di sì e vado a prenderglielo. Nel breve tragitto mi commuovo al pensiero di quel ricordo di famiglia, ma sono contento di cederlo a chi ora mi rappresenta Gesù.

S.B.R. – Italia

Fonte: Il Vangelo del Giorno, Città Nuova editrice, Luglio 2016, p. 36

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