Siracusa, prima città siciliana ad accogliere l’ideale della fraternità. Il ricordo della Mariapoli

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Le Mariapoli. Laboratori di fraternità e di dialogo. Esperienze di condivisione e di comunione. Bozzetti di convivenza temporanea, capaci di mostrare come sarebbe una città se la sua norma di vita fosse l’amore vicendevole. Se ne svolgono innumerevoli, ogni anno, pressocchè in tutti gli angoli del mondo, anche nei più periferici del pianeta.

Una opportunità da vivere anche a Siracusa dove, dal 2 al 4 giugno 2017, si è tenuita la Mariapoli (la quarta dal 2012 promossa dalla Comunità locale del Movimento dei Focolari).

Siracusa fu la prima città siciliana che, nel lontano 1951, vide nascere un primo nucleo di quella spiritualità, allora agli albori che, in breve tempo, ancor prima del Concilio Vaticano II, avrebbe rappresentato quella “primavera della Chiesa” che, ancora oggi, si esplica attraverso i tanti movimenti ecclesiali suscitati dal soffio dello Spirito. Fu Graziella De Luca, una delle prime compagne della fondatrice, Chiara Lubich, ad arrivare per prima a Siracusa, dove era stata invitata da un sacerdote. E’ a quei giorni del 1951 che si deve l’incontro con alcuni giovani, divenuti poi i primi focolarini di Siracusa: Giuseppe (Peppuccio) Zanghì, Nuzzo Maria Grimaldi, Angelino Rodante…

La Mariapoli di quest’anno ha avuto come titolo “Finestra di Dio, finestra dell’umanità” ed è stata incentrata su Gesù crocifisso ed abbandonato, la “pupilla” attraverso cui Dio guarda l’umanità nel suo insieme ed anche ciascuno di noi quando attraversa il tunnel buio che nasconde e custodisce ogni interrogativo, apparentemente senza risposta, come il grido di Gesù sulla croce. Gli oltre 160 “mariapoliti” partecipanti, attraverso proposte di riflessioni, stimoli a vivere la Parola, occasioni di dialogo e di condivisione di esperienze in plenaria e per gruppi, hanno avuto l’opportunità di riscoprire ciò (o meglio Colui) che solo dà un senso compiuto ad ogni dolore, prova, sofferenza.

Il focus del giorno conclusivo, che cadeva nella festa di Pentecoste, è stato incentrato sulla gioia, non quella effimera, ma quella vera, che fiorisce dal dolore amato per Gesù, frutto dello Spirito Santo, che abbiamo sperimentato nella misura piena da Lui promessa.

Presenze e contributi speciali hanno impreziosito la Mariapoli. La comunità di Siracusa ha potuto conoscere due focolarini siracusani – Cettina Bonfante e Pippo Poidimani – che, agli inizi degli anni ’60, furono tra i primi ad aderire all’ideale dell’unità, ed un focolarino di origine lombarda, Ezio Tancini, che in quegli stessi anni fu tra i primi responsabili del focolare di Siracusa. Motivo di particolare gioia anche la partecipazione sia dell’Arcivescovo metropolita Salvatore Pappalardo che dell’Arcivescovo emerito Giuseppe Costanzo.

Marco Fatuzzo e Adele Campisi

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