AncoriAMOci: eppure ama me, eppure ama te

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Benevento, 13 – 14 gennaio 2018

Dopo il weekend 25-26 marzo del 2017 con “work in progress-abbiamo un sogno da realizzare”, una sessantina di giovani del Movimento parrocchiale di Campania, Puglia e Lazio si ritrovano per “ancorarsi” insieme in una nuova esperienza di incontro e fraternità e il centro “la Pace” di Benevento ci fa, fedelmente, da sfondo.

È bello scoprire in questi momenti, la gioia del rivedersi e sapere che insieme siamo pronti a mettere un altro mattone per costruire quel ponte di unità che collega le nostre città.

Se si potesse filmare l’arrivo di ciascuno di noi al Centro, io farei un fermo immagine su ogni singolo abbraccio: si vedrebbe chiaramente quell’amore pronto ad essere donato, a mescolarsi con tutti e dirti IO CI SONO!… e per chi arriva per la prima volta? Non mancano i sorrisi e l’accoglienza che ti introducono in un luogo che non sembra essere così lontano da casa tua.

Quale sarà il tema questa volta?… “ancoriAMOci: eppure ama me, eppure ama te” ovvero riscoprire l’amore di Dio Padre in noi e nel fratello prossimo.

Il programma inizia sempre con un momento di conoscenza e allora ci dividiamo in gruppi e ci presentiamo:come mi chiamo, da dove vengo e quali sono i miei obiettivi futuri.

La terza domanda spiazza tutti; alcuni rispondono con certezza e senza esitazioni e altri invece ci pensano un po’; questo è importante per iniziare il nostro lavoro di discernimento e di ascolto interiore. Entrando in sala, sappiamo che in punta di piedi entriamo nel cuore del programma.

Daniel, focolarino di Napoli, viene chiamato a raccontarci, attraverso la sua vita, la sua esperienza di Dio – Amore. Le domande poste sono dirette e chiare: “Come lo hai incontrato?”; “Hai vissuto anche tu momenti di buio?”; “Quando hai sentito l’amore di Dio?”.

Le sue risposte sincere e poco costruite rivelano un’anima docile che ha vissuto la sua vita nel totale affidamento a Dio e la certezza del Suo disegno d’amore fatto per lui: dalla scelta della sua consacrazione fatta da lui e dalla sua fidanzata, rimasti poi amici, alla forte esperienza di perdono, fatta in famiglia con suo fratello dove, di fronte alla disonestà e furbizia, a rispondere è proprio l’amore di Dio che perdona e non giudica.

Proseguendo il programma, ci ritroviamo divisi in gruppi, che chiamiamo “nodi”, dove ci conosciamo più a fondo, condividiamo le nostre esperienze in parrocchia e ciò che le parole di Daniel hanno suscitato in noi. Ci si rende subito conto di quanto ognuno condivida con l’altro un momento di prova, domande importanti sulla propria esistenza e sul proprio futuro, la certezza che anche se soli, ci si è sentiti amati da Dio. Credo che in questi momenti ciascuno viva un pezzo di paradiso …. quel luogo dove tutti sanno di essere amati come figli, così come si è senza pregiudizi sui propri limiti e timori e dove ci si riconosce fratello dell’altro … ecco i nostri nodi prendono forma, pronti per fare rete.

La sera Gesù ci aspetta per adorarlo. “Amati da te” è il titolo pensato per questa adorazione. Ascoltiamo nella prima parte la parabola del Padre misericordioso. A conferma della nostra prontezza ad amare e lasciarci amare come questo Padre ci insegna, andiamo incontro a Lui con in mano un sacchetto di sabbia, simbolo del nostro nulla, lasciandolo ai suoi piedi, dentro quel cuore vuoto che attende il nostro nulla. In ginocchio davanti a Lui riceviamo, come una carezza, la Sua Parola, il Suo conforto, la Sua presenza!

Il giorno dopo il programma prosegue ed entriamo in punta di piedi nelle vite di chi, come delle perle preziose, decide di donare la propria esperienza d’incontro con il Padre e il Suo amore misericordioso. Ascoltandole, ci si accorge che c’è un comune denominatore che le lega: il dolore, la prova, il buio. È sempre inevitabile che per poter godere, vivere e rimanere nella gioia dell’incontro con Dio Amore, si paghi il prezzo della sofferenza. Grazie a tutti coloro che hanno creduto che la condivisione, che sia nel dolore o nella gioia, ci permette di non farci mai sentire soli di fronte a ciò che ci accade e sembra essere più grande di noi.

Un grazie speciale va ad una sorpresa inaspettata: Emmaus! (Emmaus Maria Voce – Presidente del Movimento dei Focolari). Anche lei ci racconta, attraverso un video personale inviato a tutti noi,  la sua esperienza d’incontro con Dio – Amore, ed incredibile conoscere che tra queste c’è il giorno della sua prima comunione … questo ci ha messo un po’ in crisi: quanti di noi ricordano quel giorno così vivamente come Emmaus?

Ci raccogliamo nei gruppi per una comunione d’anima. Ci chiediamo: quale immagine possiamo attribuire all’amore di Dio? Ciascuno di noi da una sua interpretazione, dettata dalla sua esperienza personale o da ciò che ha ascoltato durante le esperienze o meditato durante l’adorazione.

Il primo gruppo presenta l’immagine dell’amore di Dio come una goccia che scava la roccia che simboleggia la costanza dell’amore di Dio che non smette mai di esserci soprattutto quando quella goccia crea nella roccia una crepa, una rottura, Lui continua a scavare a non farci mancare mai la Sua presenza.

A seguire c’è l’immagine di una mano che ne tocca un’altra in filigrana; rappresenta quell’amore che cerchiamo, che vogliamo stringere e la difficoltà di affidarci a ciò che non vediamo e tocchiamo: Dio ci insegna che questo amore concreto lo troviamo manifestarsi nell’altro, è lì che possiamo stringerlo!

In successione c’è un selfie dei componenti di un gruppo, belli e sorridenti; in questa immagine i ragazzi ci spiegano che l’amore di Dio spesso si manifesta in famiglia, nello stare bene con gli altri, così anche negli occhi di ciascuno di noi quando vive in unità con il fratello, è visibile.

Poi ce un’altra immagine rappresentata da una A maiuscola: a ricordarci che prima di tutto dobbiamo imparare l’amore e farlo conoscere come prima cosa importante nella vita.

Prima di salutarci, c’è una consegna: riceviamo un portachiavi con il timone a ricordarci che, come in una nave, è Dio a guidarci e portare questo amore fuori, laddove siamo chiamati! Coraggio salpiamo e fidiamoci!

Graziana

 

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