Giornata di preghiera e digiuno per la Pace indetta da Papa Francesco con la partecipazione delle Chiese e delle Religioni – venerdì 23 febbraio 2018 – Promosso dalla Diocesi di Trieste Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Movimento dei Focolari e Comunità di Sant’Egidio.
In risposta alla sollecitazione di Papa Francesco a fare una giornata di digiuno, di preghiera e di riflessione sulle tante guerre scatenate nel mondo e in par colare in Sud Sudan e nel Congo ( per non parlare della martoriata Siria! ), ecco che ci arriva via mail un invito a ritrovarci venerdì 23 febbraio alle ore 19.30 nella sala ‘Turoldo’ in via Locchi.
L’iniziava è stata presa dal Gruppo ecumenico e Sae di Trieste e dal Movimento dei Focolari che hanno coinvolto la Comunità di sant’Egidio, gli amici di “Insieme per l’Europa” e altri…Malgrado soffi gagliarda la bora accompagnata da nevischio, la sala si riempie presto di persone di tutte le età e delle più vari provenienze …
Quale il programma per un’iniziativa inedita come questa e senza un copione da seguire? Quanto durerà? pensa chi magari ha lasciato a casa bambini o anziani soli. Don Valerio ci invita a spegnere i cellulari: gettiamo in Lui ogni preoccupazione! Ci dà il benvenuto cordiale: “E’ una gioia essere qui-dice- a pregare insieme, a condividere ciò che abbiamo di più prezioso in risposta all’appello del Papa.”

Poi don Valerio dà la parola ai rappresentan delle varie Religioni e delle Chiese con cui da anni dialoghiamo a Trieste. La monaca betana Ani Malvina osserva: “Siamo il piccolo pilastro di un grande tetto” (usa quest’originale immagine plastica)”.

Per le confessioni cristiane intervengono padre Eusebio Negrea, parroco ortodosso rumeno, e Michele Gaudio, pastore della Chiesa avventista del Settimo Giorno. Il rabbino Meloni manda un suo contributo scritto (venerdì sera non può spostarsi) e un messaggio arriva anche dal vescovo di Trieste, impegnato anche questa sera nella visita pastorale alla parrocchia dell’Addolorata.

La Comunità di sant’Egidio, come è nel suo stile, introduce la preghiera per ogni singolo popolo (dal’Afghanistan alla Terrasanta ) accendendo una candelina. Si ricordano anche le persone rapite e tuttora prigioniere.
Sullo schermo appaiono poi le parole pronunciate dal Papa all’Angelus del 4 gennaio 2015: è urgente costruire la pace, anche nelle comunità parrocchiali!

Seguono un momento di silenzio e di meditazione, molto significativo, la recita del Padre Nostro e un altro canto sulla pace.
Spetta a don Valerio spiegare il significato della distribuzione in sala di un bicchierino d’acqua e di un frusto di pane come simbolo di una cena povera, mentre uscendo possiamo dare l’equivalente di una cena, più o meno ricca, alla Caritas diocesana per i poveri. Risuona ancora il canto Hopes of peace nelle varie lingue.
Non è ancora finita: Sara Signorello ci manda a casa con il dado della pace, fac-simile di quello collocato in Giardino pubblico il 21 novembre 2014.
Rita Corsi

