“Dai una mano alla pace” – Festa di Natale alla Cartiera di Torino

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Anche quest’anno la “Cartiera” di Torino è stata il teatro della ormai tradizionale festa di Natale organizzata dalla comunità dei Focolari per i bimbi del quartiere e le loro famiglie

Ad arricchire la festa di quest’anno è stata la presenza di diversi dei giovani che nell’estate hanno partecipato proprio in Cartiera all’appuntamento torinese del Summer Camp, che con la loro vitalità e freschezza hanno animato, in diversi laboratori, la cinquantina di bambini arrivati con le loro mamme, diversi dei quali (lo si capisce dagli abbracci con gli animatori), sono tornati dopo l’esperienza estiva. 

Così, dopo un’abbondante merenda e dopo l’immancabile inizio tutti in cerchio con la “canzone del pollo”, che coinvolge grandi e piccini, mentre le loro mamme svolgono alcuni laboratori manuali, i bambini si lanciano in diversi laboratori pensati appositamente per loro dai giovani. I più partecipati sono quelli di canto, di danza e di murales, dove i bambini preparano un albero fatto con le impronte delle loro mani e colorano con tanti colori uno sfondo bianco che da lì a poco “svelerà” la scritta che vuole spiegare il senso del pomeriggio passato insieme: “Dai una mano alla pace“. 

Poi, l’immancabile momento dei regali per i più piccoli, che prima di ricevere il proprio dalle mani di Babbo Natale, lasciano la pallina con il loro nome sui fili verdi preparati in uno dei laboratori e che compongono l’albero di Natale. E’ il segno concreto con cui ogni bambino può dire il proprio desiderio di dare una “mano alla pace”. 

In una delle stanze della Cartiera anche quest’anno i giovani hanno allestito, sulle orme dell’esperienza del “fagotto” (*) di Chiara Lubich, la loro “boutique”, una sorta di mercatino solidale dove, attraverso un buono ricevuto al loro arrivo, le mamme che hanno accompagnato i loro bimbi in Cartiera possono scegliere un capo donato dai giovani da portare a casa. 

Al pomeriggio passato insieme segue poi un momento di festa dei giovani del Campus con gli adulti della comunità dei Focolari e quanti si sono voluti fermare, conclusa con un divertente karaoke intergenerazionale e multiculturale

Sono tante le sfumature presenti dentro a questo pomeriggio di festa, dalle mamme dei bambini che arrivano con una torta, delle patatine, dell’ottimo marqūq (pane arabo) e delle bibite per contribuire alla merenda, fino all’attenzione fatta nel preparare le pietanze per la cena condivisa in modo da rispettare le tradizioni alimentari delle famiglie del luogo. Segno che qui in Cartiera c’è già spazio per la reciprocità

Di Daniela Baudino

* L’idea del “fagotto” si ispira ad una pratica cominciata da Chiara Lubich con le sue prime compagne. Almeno una volta l’anno si faceva il “fagotto”. Si passava in rassegna tutto ciò che in casa era superfluo: vestiti, libri, scarpe, oggetti e si depositavano sopra un vecchio lenzuolo, si alzavano i lembi, si chiudevano con un nodo ed era così pronto il fagotto che si andava a distribuire ai poveri o a chi ne avesse più bisogno. 

 

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