Cantiere Ragazzi per l’Unità fra i monti del tarvisiano

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CANTIERE MONDO UNITO RAGAZZI 11-17 ANNI CAMPOROSSO (TARVISIO – UDINE) 3-7 LUGLIO 2019

Fra i monti del tarvisiano, a un’ora da Udine e a due passi dall’Austria, dal 3 al 7 luglioabbiamo vissuto un bellissimo “cantiere” con 46 ragazzi dagli 11 ai 17 anni provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia. La generosità e l’entusiasmo dei 14 adulti pronti a donare tempo, energie, capacità…sono stati il motore e la base sicura che ha permesso ai ragazzi, a tutti noi, di agire molto concretamente come cittadini attivi, rendendo piùbelli “angoli bui” del territorio: con nel cuore un “segno matematico” come motto della giornata, il “time-out” a mezzogiorno, con guanti, carriole, badili, zappette e rastrelli,un gruppo ha risistemato un sentiero e trasformato quasi in un giardino una collinetta attorno ad un
faggio secolare meta di turisti, un altro gruppo ha ripristinato le tombe di uno storico cimitero austro-ungarico (con caduti della prima guerra mondiale), distrutte da un’alluvione. E poi gite alla scoperta della bellissima natura con laghi, torrenti, monti maestosi, giochi di squadra, momenti di svago per stare insieme e conoscersi, uno sguardo sul mondo ascoltando intensamente la testimonianza di un giovane che era appena tornato dalla Bolivia, la visita alla “Baita dell’alpin”, costruita dal nonno di Marco Aquini, con tutta la ricchezza di valori e di Vangelo vissuto che traspariva anche grazie alla forte testimonianza di Marco stesso e di alcuni di noi. Il tutto in un clima gioioso, sereno, in cui l’undicenne stava a suo agio col diciassettenne e col settantenne!

Giorni che ci sembra abbiamo portato tanti frutti: hanno potuto partecipare 10 ragazzi del posto, paese di montagna dove da anni non si facevano iniziative per i ragazzi e dove c’era isolamento e chiusura; con la sola nostra presenza siamo riusciti a mobilitare l’intero paese, che ci ha inaspettatamente aperto braccia e cuore, forse vedendo che volevamo sinceramente solo fare qualcosa di bello con loro e per loro, per la loro terra. Ragazzi, genitori, viceparroco, alcuni catechisti, suore, istituzioni civili, famiglie hanno compiuto un atto di fiducia verso di noi e ne è nato un rapporto di reciprocità nella stima e nella cordialità.

Sembra che la parrocchia, con le parole espresse nell’omelia dal vice-parroco durante la messa solenne, abbia ricevuto uno stimolo e una spinta ad aprirsi e a iniziare cose nuove per i ragazzi. Significativo e inaspettato il dono di una statua in ceramica della Madonna del vicino Santuario del Monte Lussari, meta di tanti pellegrini di varie nazioni. Il Consorzio “Vicinia” che ci ha permesso di ripristinare il sentiero ha usato tutte le forme possibili per ringraziarci: una targa in legno affissa lungo il sentiero a testimonianza del lavoro fatto, una pergamena scritta a mano consegnata a ciascun ragazzo con un grazie personale.

Anche i gestori del cimitero austro-ungarico hanno voluto farsi presenti con una targa di ringraziamento in tedesco. Citiamo questi riconoscimenti per esprimere la bellezza e la preziosità dei rapporti che sono nati. Ancora frutti: un ragazzo di Camporosso era così felice di stare al cantiere che non voleva partire per le vacanze con la famiglia (prima che finisse il cantiere); un ragazzo timido che all’inizio stava per ritirarsi dal cantiere, ha poi trovato “il suo posto” sentendosi libero di esprimersi senza sentirsi giudicato: ha giocato sereno con tutti, ha partecipato al programma, ha aiutato in cucina. Un ragazzo ha accettato di fare un servizio superando un suo limite evidente; un altro che non parlava con la mamma da tempo, le ha telefonato per raccontarle cosa stava facendo al cantiere.

Tutti sono stati felici di lavorare a contatto con la natura, hanno conosciuto nuove persone, hanno rafforzato rapporti già iniziati, si sono molto divertiti; tutti desiderano rifare l’esperienza.

Un animatore così si è espresso: “Questo cantiere ha lasciato un segno indelebile in tutti i ragazzi … A differenza di altri cantieri, qui i ragazzi hanno dato testimonianza (questa è maternità spirituale). Non possiamo più abbandonare Camporosso e Valbruna. Sono super contento. Evviva”.

Ci sembra di poter dire di aver portato un seme di unità e speranza e di aver colorato con l’amore qualche angolo buio delle nostre terre.

Stefania e Franco 

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