Dal sagrato di una chiesa… al torneo di calcio.

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Riceviamo e pubblichiamo questa esperienza da Pescara.

Due squadre speciali al Torneo Massimiani  

“Ho potuto partecipare al torneo di “calcetto a 5” accompagnando con altri amici addirittura due squadre di bambini. A questo avvenimento devo fare una doverosa premessa. Abito in un quartiere dove è presente una consistente comunità Rom. Le famiglie sopportano disagi di vario tipo, dalla poca conoscenza della lingua italiana alla mancanza di integrazione degli adulti, in quanto l’attività di raccolta del ferro scartato non è riconosciuta come lavoro e quindi non hanno copertura sanitaria e altre facilitazioni di cui ogni cittadino europeo gode. Fortunatamente i bambini frequentano normalmente le scuole d’obbligo.

Davanti alla chiesa dove vado a messa quotidianamente, incontro sempre una donna che chiede l’elemosina. Una domenica era di nuovo lì, col figlio undicenne. Ho pensato di darle un po’ di più. Mentre tornavo a casa mi ha raggiunto il bambino con una bolletta della luce da pagare e, nel sorridermi, ho notato i suoi denti cariati. Ho pensato che in questo problema potevo aiutarli. Ho così chiesto a un amico dentista di curarlo. Dopo poco tempo il papà mi ha detto che anche il fratello maggiore aveva problemi odontoiatrici. Ho cercato altre soluzioni possibili, e infine ho trovato un altro amico dentista disponibile.

Così, conosciuti i ragazzi, ho parlato loro del torneo di calcio “Massimiani”. Si sono subito entusiasmati e hanno coinvolto i loro cugini che abitano nel quartiere. Abbiamo cominciato a fare gli allenamenti trovando la disponibilità del campo della parrocchia due volte la settimana. Un amico s’è aggiunto nell’aiutarli durante gli allenamenti e un allenatore professionista è venuto a trovarci per darci consigli preziosi.

Sarebbe stato bello presentarci al torneo con la divisa come le altre squadre. Le abbiamo trovate 3 giorni prima dell’evento grazie a una società sportiva che si è presa a cuore il nostro progetto. Il parroco di un altro quartiere vicino ci ha prestato il pulmino con l’autista e donato la quota di partecipazione al torneo. La prestazione sportiva non è stata eccezionale, abbiamo ancora bisogno di tanti allenamenti, ma l’entusiasmo e la serietà nelle partite, la correttezza nei rapporti con gli altri bambini, ci ha dato la possibilità di vincere, da parte di uno dei nostri giocatori, il riconoscimento più ambito: il premio “fair play”. È stata una domenica faticosa per le tante partite, ma senz’altro ricca di stimoli positivi per tutti. Alla domanda di un organizzatore ad uno dei nostri bambini: “da 1 a 10, che voto dai a questa giornata?” la risposta decisa è stata “11!”.

Mi sono reso conto di aver fatto l’investimento che nella vita mi ha fruttato di più, ben 5 euro dati sul sagrato di una chiesa”.

Francesco Lazzoni 

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