Si può sempre cambiare

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Faccio il poliziotto. Giuseppe aveva organizzato rapine a mano armata. Per sfuggire alla cattura aveva sparato ed era stato ferito alla spalla da uno dei miei colleghi. Quando sono arrivato a piantonarlo in ospedale, sembrava una belva. Mi sono seduto sulla sponda del letto per sentire come stava.

Lui, vedendomi insensibile agli insulti, anzi con atteggiamento amichevole, s’è stancato di inveire e ha cominciato ad aprirsi sui suoi problemi familiari. Poi: «Ma che razza di poliziotto sei? Mi sembri un prete».

Il ghiaccio s’è sciolto quando ha cominciato a piangere mentre io gli dicevo: «Se sei diventato così è perché hai avuto delle situazioni negative nella vita passata. Ma nessuno nasce cattivo. Si può sempre cambiare». E lì ho potuto dirgli che Dio c’era, gli voleva bene e aveva un progetto su di lui, se solo si fosse dato.

«Ma come fa Dio a volermi bene se ho fatto una vita del genere?». «Credi a me. Si può veramente ricominciare». Giuseppe ha preso a singhiozzare più forte. Dentro piangevo anch’io, ma di gioia, perché capivo che il messaggio era stato colto».

(Tratto da il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno V, n.6, novembre-dicembre 2019)

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