Dal parrucchiere

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In attesa del mio turno, una signora si rivolge a me lamentandosi dei politici e della società. Tali sono la sua rabbia e la sua delusione che è tutta congestionata in volto. La ascolto pazientemente. Appena trovo uno spazio per parlare le faccio notare che non dappertutto è così, dato che vivo in un Paese estero: esistono altri modi di guardare il mondo.

Lei replica che ha lavorato in una compagnia aerea ed ha girato il mondo, ma ribadisce: la società di oggi è malata dappertutto. Mentre la parrucchiera lavora con il colore dei capelli, la signora accenna ad altro e finiamo col parlare di fede, di questa forza che ci aiuta a vedere le cose da altra prospettiva…

Le racconto le mie scelte, aggiungendo che il positivo devo attenderlo da me, non dagli altri, non dai politici. Una volta “rinnovate” tutte e due nei capelli, ci salutiamo e facciamo per uscire. A questo punto la signora si ferma: «Oggi è stato Dio a farmi uscire, dovevo proprio incontrarla. La pace che mi ha comunicato è un dono di lui!».

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno V, n.6, novembre-dicembre 2019)

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