Comiso (Rg) in dialogo

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Comiso, piccola e graziosa città nel sud est della Sicilia, conta 30.000 abitanti e tra questi un piccolo gruppo di amici, appartenenti a diversi movimenti ecclesiali. Tutti con un desiderio in cuore: guardare la propria città, cercare il meglio per essa.

Tra le emergenze riscontrate, c’è quella di una grande povertà culturale rispetto alla politica; la partecipazione dei cittadini, spesso limitata al periodo elettorale, è vissuta con superficialità in un clima di forte conflittualità. La vita amministrativa è segnata più da slogan che dalla disamina attenta ed oggettiva dei problemi veri e reali.

In questo contesto, è nata l’iniziativa denominata Comiso in dialogo. Gli otto amici (Sebastiano, Lucia, Enrico, Maria, Salvatore, Letizia, Francesca, Carmela) hanno guardato questa povertà culturale della politica, condiviso idee, riflessioni, e pian piano si è delineato il progetto.

Nell’autunno 2018 sono iniziati degli incontri periodici con chi svolge un ruolo pubblico (sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza o di opposizione), che proseguono tutt’ora. Sono incontri monotematici, su un argomento alla volta. L’obiettivo è conoscere gli atti amministrativi, le delibere, i contenuti, analizzarli, fare domande, dialogare. La novità di questi incontri è lo stile: un clima di confronto sereno, nella verità, senza paura di esprimere le idee, le domande, le critiche. Perché tutto sia con un unico obiettivo: cercare di comprendere qual è la soluzione più giusta, ciò che veramente serve alla città ed ai suoi cittadini.

Ci sono stati incontri più di studio e di approfondimento, a volte con più dialogo e tante domande, altri in cui la verve politica è stata più accesa e talvolta è successo, che qualcuno abbia anche ecceduto. Sono “rischi calcolati”, la politica – si dice in gergo – è un campo minato. Ma non esiste, per il cristiano, un “luogo franco” dove le regole del Vangelo ed il dovere dell’amore reciproco non valgono.

A promuovere questi incontri non sono degli addetti ai lavori, dei politici di professione. Tutti sono semplici cittadini che vogliono offrire un servizio ad altri per esercitare insieme, con responsabilità, il ruolo di cittadinanza attiva. L’iniziativa è stata accolta positivamente dai vari gruppi politici cittadini: qualcuno non ha mancato di rimarcare che essa costituisce nella città uno “spazio di dialogo” che in precedenza non c’era e che ora diventa un’opportunità per tutti.

 

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