Giardino Chiara Lubich a Grottaferrata

1878
ORARIO DI APERTURA (fino al 29 marzo 2020)
dalle 9.00 alle 16.30
Via Ferri angolo via Santovetti
Grottaferrata (RM)
Per informazioni: p.demaina@libero.it
 
Il 6 marzo 2010 il Comune di Grottaferrata, con la dedicazione di un giardino a Chiara Lubich, ha voluta ricordarla quale sua concittadina dal 1957 al 1965, a ridosso del secondo anniversario della sua morte avvenuta il 14 marzo 2008.
 
Suggestiva la nascita di questo piccolo giardino, quasi una bomboniera lungo la strada che percorre in linea retta Grottaferrata, mutando per ben cinque volte il suo nome. L’angolo di strada, abbandonato da anni, prende forma di giardino. Dopo l’atto di nascita dell’Associazione “Città per la fraternità”, il 16 gennaio 2009 a Pompei, è sorta l’idea di dedicarlo a Chiara. A renderlo più affascinante è quello che era avvenuto in quel punto quando asfalto e palazzi ancora non lo “soffocavano”.
 
Squarciarelli, rinomata nella storia anche per l’acqua della sua sorgente, trovava il giusto pendio verso Roma perché dalla fonte, una polla d’acqua quasi raso terra, giungesse in quel luogo – dove sorge il giardino – per diramarsi in tanti piccoli canali. L’immagine che congiunge l’acqua alla vita arricchisce di significato questo luogo che guarda proprio quella che è stata la casa di Chiara e il primo centro del Movimento dei focolari, appunto dal ’57 al ’65, offerto dalla marchesa Elisabetta Rossignani Pacelli, sorella di Pio XII.
 
Un’opera in travertino riporta una sua celebre frase, scelta appositamente dalla nuova presidente del Movimento dei focolari, Maria Voce: «Amare tutti, amare sempre, amare per primi». A seguire la firma “Chiara Lubich”, incisa con la sua calligrafia, quasi a sigillo di un patto con la città. All’apice il simbolo di un mondo, composto da strisce dei sette colori dell’arcobaleno, a significare l’apertura all’umanità.
 
Il giardino ha due significative peculiarità: trovano posto numerosi “odori”, quali salvia, rosmarino, menta, scelti per la loro semplicità e popolarità, e altre due piante, una simbolo di Grottaferrata (camelia) e l’altra di Rocca di Papa (agrifoglio), con diversi significati: il percorso, non solo residenziale, di Chiara Lubich, la caduta di divisioni e di campanilismi, e l’appartenenza alla nuova realtà delle “Città per la fraternità”, a cui entrambi i comuni aderiscono.
 
Durante la cerimonia di inaugurazione il sindaco della città, Mauro Ghelfi, ha detto che non poteva non essere ricordata una persona speciale come Chiara Lubich per quel che ha fatto per l’umanità e la Chiesa anche nel suo soggiorno a Grottaferrata. Poi l’auspicio che il giardino sia «un angolo di tranquillità nel centro città, prendendo spunto dal suo messaggio di spiritualità quotidiana». Infine, un desiderio: «Spero che i focolarini che sono nella nostra città possano aiutarci a farci sperare in un mondo migliore».
 
 
 
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