L’azzardo non è un gioco

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Giovedì 27 febbraio ad Ispica si è tenuta una conferenza-dibattito dal titolo “L’azzardo non è un gioco”, organizzata dall’associazione Libera di don Ciotti assieme a Zymè fermenti culturali, Gruppo Archè, A cielo aperto, Circolo Legambiente Sikelion, Caritas di Modica e Movimento dei Focolari.

È stato per le persone presenti un momento importante di sensibilizzazione e conoscenza delle gravi problematiche legate al gioco d’azzardo e delle possibilità di intervento per contribuire ad arginarne la pericolosa diffusione: per tutti, un momento di condivisione dei bisogni e dei problemi  della società. Il tema, tanto vasto quanto delicato, è stato affrontato con estrema serietà e competenza, e le diverse prospettive offerte dai relatori hanno permesso di delineare gli aspetti fondamentali, a livello individuale e sociale, del fenomeno in tutta la sua complessità.

Dopo il saluto di Vittorio Avveduto (referente di Libera) e di Daniela Giunta (presidente di Archè), il dottor Riccardo Chiavetta (psichiatra dirigente del SERT di Modica) ha illustrato il tema dal punto di vista della dipendenza patologica, ed ha evidenziato i punti salienti del processo per cui il giocatore diventa schiavo del fenomeno delle distorsioni del pensiero, cadendo così nella spirale dell’azzardo: in tal modo crea gravi sofferenze a se stesso e alla sua famiglia, nonché alla comunità di cui fa parte.

Successivamente Andrea Turco (giornalista di Meridionews) in video ha tracciato le linee principali del quadro del fenomeno in Sicilia, evidenziando, in particolare, lo stretto legame tra azzardo e mafia, e dimostrando, dati alla mano, quanto la malavita guadagni dal proliferare di slot machines e centri scommesse.

Un altro punto di forza di questo incontro è stato sicuramente il taglio propositivo, espresso attraverso l’intervento di Angela Maria Manenti, che, attraverso le parole dei docenti universitari Leonardo Becchetti e Luigino Bruni, ha presentato il progetto SlotMob, mediante il quale il Movimento dei Focolari dà un fattivo contributo per sanare questa piaga, con ottimi riscontri registrati sul territorio nazionale.

Il pubblico presente era formato da persone di varie fasce d’età – numerosi i giovani – ed ha seguito con profonda attenzione le relazioni. Dopo le relazioni, è seguita una parte interattiva, con interventi e domande che hanno mostrato il particolare interesse che il fenomeno suscita: dal dibattito finale con il pubblico in sala è emersa la chiara intenzione “di dare continuità e concretezza a quanto affrontato durante la conferenza”. Una signora ha ringraziato per “una luce nel buio generale”; un’altra persona ha sottolineato “la necessità di ridare a uomini e donne la dignità che il gioco d’azzardo annulla in loro”.

Il bilancio finale, dunque, è più che positivo, specchio di una preziosa collaborazione tra varie realtà associative presenti nel territorio, che hanno mostrato la volontà di uscire insieme, per essere una presenza ed un servizio concreto nella propria città. L’augurio è che questa collaborazione possa avere presto un seguito, promuovendo il coinvolgimento e la partecipazione attiva della cittadinanza, nonché progetti concreti che si muovano a favore della salute dell’intero corpo sociale.

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