Sicilia: più attenti alle necessità degli altri

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Pubblichiamo alcune testimonianze arrivate da Palermo.

«Lavoro in Ospedale. Per raggiungerlo ogni giorno attraverso strade deserte. Silenzi inconsueti, sconosciuti alla mia memoria. Ai semafori non incontro più mendicanti e senzatetto… Dove saranno? Ma un anziano signore straniero incrocia il mio sguardo. Abbasso il finestrino, gli dò un euro tendendo bene il braccio per mantenere la distanza di sicurezza. Lui, garbato, fa lo stesso. Mi ringrazia, vado via. Penso che non può sicuramente permettersi una mascherina. Il giorno dopo lo rivedo. Questa volta tiro fuori dalla borsa una mascherina. Gliela porgo, lui la prende sorpreso. Il suo sorriso largo, sdentato, grato lo porto ancora nel cuore».

Antonella


«Per fare la spesa al supermercato in questi giorni bisogna rispettare delle regole e questo comporta lunghe attese. Stamattina mi sono messa in coda dopo aver preso il numero. Il mio era il n. 87 e c’erano circa 20 persone prima di me. Dopo un po’ ho visto arrivare una vicina di casa che ha problemi di deambulazione. Con lei non ci sono rapporti proprio idilliaci, perché sia lei che il marito hanno sempre da ridire su tutto. Ho pensato però subito di cederle il mio numero perché potesse non aspettare troppo. Il metronotte, vedendo le sue condizioni, l’ha fatta entrare subito e io ho riavuto il mio numero. Subito dopo un signore, che non conoscevo, ha voluto cedermi il suo e mi ha detto: “A me non serve più, glielo do perché ho visto cosa ha fatto prima”. Il suo numero era l’81 e così sono entrata dopo una breve attesa. Mi veniva da pensare che veramente l’amore è contagioso!»

Olga


«Un’amica mi ha fatto avere il sussidio per recitare il Rosario. Propongo ai miei vicini di casa di recitarlo insieme. Così con quattro famiglie ci colleghiamo con Whatsapp e preghiamo insieme. È un’esperienza davvero straordinaria, che in altri tempi sarebbe stata impensabile. Sono tempi difficili, ma facciamo l’esperienza che tutto vince l’amore».

Stefania


«Sono preside in una scuola di un quartiere popolare di Palermo. Fino ad oggi sono stata presente a scuola assieme ad altre tre persone (un amministrativo e due collaboratori scolastici). Ogni giorno ho ricevuto tante telefonate dai docenti che mi hanno presentato gravi difficoltà dei genitori che, per motivi economici, non erano riusciti a mettere il figlio nella condizione di partecipare alle attività scolastiche a distanza. Non solo la maggior parte non possiede un computer, ma alcuni non hanno i soldi per la ricarica necessaria per collegarsi almeno col cellulare. Mi sono chiesta cosa potesse fare subito la scuola e così ho proposto al team dei docenti con cui sto lavorando, per garantire a tutti gli alunni il diritto allo studio, di utilizzare per i casi più bisognosi, segnalati dai docenti, un gruzzoletto di denaro raccolto con il mercatino natalizio. Tutti sono stati d’accordo e così le famiglie, contattate dal docente referente di classe, hanno ricevuto delle buste con il piccolo bonus, una ricarica telefonica. Sono rimaste colpite da questo gesto concreto e inaspettato, si sono sentite sostenute con affetto. Adesso vogliamo fare un passo in più e ci stiamo attivando per poter dare in comodato d’uso i notebook della scuola».

Sabina


Da Mussomeli (Caltanissetta)

«Conosco una signora che vive da sola. È vedova e i figli sono lontani. Era solita andare in chiesa e questo le era di conforto. Ora è molto triste, non fa altro che piangere. Ho pensato così di mandarle durante la giornata tanti messaggi per non farla sentire sola. Le inoltro anche qualche video con qualche riflessione e delle preghiere.  Lei adesso ogni mattina mi manda un messaggio vocale col quale mi ringrazia per il conforto e per l’affetto che le dimostro e mi dice che è tanto contenta di avermi conosciuto».

Enza

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