“Siamo a Roma, siamo fermi in casa. Apparentemente fuori dal mondo, isolati. Badate bene, solo a p p a r a r e n t e m e n t e! Sì, perché anche quando il corpo non può muoversi, il cuore viaggia e non conosce confini. Pensiamo al mondo, ai parenti e agli amici che abbiamo nei cinque continenti: ognuno personalmente e tutti insieme stiamo lottando contro un piccolo ma gravissimo virus. Tutti insieme, a remare sulla stessa barca, a navigare lo stesso mare in tempesta. Chissà come stanno vivendo in Francia? E in Cile? In Kenya? In Giordania? In Corea? E…?

Facciamo l’esperienza di essere fratelli, anche con chi vediamo per la prima volta. L’esperienza concreta di fraternità universale, costruita dal dolore comune e condiviso. Siamo grati per quel ‘sentirci vicini’ anche se lontani, consapevoli che non siamo soli, ma che ci possiamo ricordare gli uni degli altri, ciascuno impegnato a navigare con il proprio remo in mano. Sì, perché insieme il mare in tempesta può trasformarsi in mare calmo. Ne facciamo subito l’esperienza nei nostri cuori, dove tutto si rasserena e rassicura. Per alcuni di noi c’è un’emozione che si aggiunge: connesso, in incognita, dalla stanza di ospedale c’è anche un nostro amico vescovo, che sta lottando proprio contro Covid-19.
Covid-19 ci ha portato tutti a riflettere e chissà che questo tempo, così imprevisto ed imprevedibile, non ci stia facendo riscoprire l’essenzialità: siamo fratelli! Siamo famiglia! Il desiderio di essere anche noi tutti un po’ Covid-19, che va oltre ogni ostacolo, ogni limite, che non fa distinzione di cultura e credo ma contagia. Ci lasciamo contagiati di Speranza e con la gioia di riprendere a contagiare in quel pezzettino di mondo dove viviamo, per essere testimoni credibili che tutti insieme, uniti, possiamo vincere! Sopraffatti dall’intensità, a conclusione, spontaneamente, è naturale darsi appuntamento per un altro momento come questo. No! Non è un incontro virtuale! È un incontro reale, autentico. Il mondo in una chiamata, il mondo in una stanza di ospedale, il mondo a casa nostra… perché il mondo sia unito”.
Alessandra, Eugenia, Jean Paul, Mariana, Giuseppe, Patrizia, Simona


Molto bello e vero!!!
Come fare a collegarci anche dal Giappone? Quando sarà il prossimo appuntamento?