Un’economia fraterna

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“Anna è una giovane signora che viene periodicamente a casa mia a pulire le scale. Con l’emergenza Covid 19 e le relative indicazioni delle autorità mi è sembrato opportuno, dai primi giorni di marzo, di non farla venire comunicandole che, oltre a evitare un possibile contagio, era giusto obbedire alle normative delle autorità. Lei mi diceva che sarebbe voluta venire lo stesso, evitando i contatti ravvicinati, ma le ho ribadito come fosse corretto seguire rigorosamente le leggi e le raccomandavo di essere prudente a non uscire da casa perché era giusto così e non solo  per timore delle multe. Dopo il 4 maggio con la Fase 2 e l’allentamento delle restrizioni l’ho contattata dicendole di venire usando la dovuta precauzioni. Lei non se l’è fatto ripetere due volte e l’indomani mattina era già da me. Le scale non erano sporche perché in tutto quel  periodo nessuno le aveva sporcate, si era rimasti in casa, non si usciva né si entrava, ma sapevo che il lavoro per lei era necessario. 

Quando a fine lavoro ho preparato la cifra dovuta, qualcosa mi è risuonato dentro, non ero tranquilla… . Forse l’economia di Dio era diversa! Allora ho capito. L’espressione di Anna sotto la mascherina era di sorpresa: la somma non era la solita! 

 “Li ho messi da parte – le ho detto – ed equivalgono al pagamento di tutte le volte che non sei potuta venire, appartengono a te!”. Grosse lacrime le hanno rigato il viso e non erano solo per l’incasso che le era necessario ma di gioia per l’amore che aveva sentito per sè e per la sua famiglia”.

 Raffaella De Maria – Vibo Valentia

 

 

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