Abbiamo messo in moto il cuore, la testa, le mani

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In diverse città del nostro paese la fantasia ha messo in moto cuore, testa, mani, facendo leva sull’elemento di prossimità garantito dalla rete dei Focolari per dare una mano a chi in questi mesi sta soffrendo anche dal punto di vista economico. In questi giorni abbiamo ricevuto in redazione tante testimonianze da tutta Italia, persone che hanno voluto condividere l’esperienza della comunione attuata in tante comunità dei focolari. Ne riportiamo alcune.


In seguito all’emergenza sanitaria abbiamo pensato di destinare dei soldi a persone che vivono in situazioni di necessità (leggi articolo). Abbiamo valutato anche la  difficile situazione che si sta manifestando a Loppiano a seguito della chiusura, speriamo temporanea, delle attività economiche e produttive del territorio. Una persona della nostra comunità, ad esempio, ha visto che poteva rinunciare a una parte del suo reddito, percepito per il sostegno ai lavoratori autonomi e professionisti a seguito del lock down e l’ha destinata a favore di una famiglia in situazione di bisogno. Un’altra parte della somma è stata devoluta alla Caritas Parrocchiale di Corridonia, a seguito di una iniziativa della comunità locale di creare una sorta di spesa sospesa a favore degli indigenti della città. Infine una terza parte è stata donata al fondo della comunione di beni straordinaria a favore dei più bisognosi, attraverso l’apposito iban messo a disposizione.

Anche in occasione dell’evento che si sarebbe dovuto svolgere a Loreto il 14 marzo scorso, per il centenario della nascita di Chiara, un’altra persona ha elargito per gli indigenti la somma destinata a sostenere le spese per l’organizzazione di quella manifestazione, considerato che questo evento è stato rimandato a data da destinarsi.

Fabio, dipendente part-time, ha visto che nello stipendio accreditato nel mese di aprile è stato riconosciuto un bonus ai dipendenti della P.A. che nel corso del mese di marzo hanno continuato ad essere regolarmente in servizio nonostante la situazione di emergenza. A seguito di tale entrata straordinaria ha messo a disposizione una somma per le esigenze derivanti dall’emergenza economica scaturita dal coronavirus. Giovanni ha pensato di poter dare come comunione dei beni la quota che aveva risparmiato per non aver speso in questo periodo soldi per caffè e colazioni al bar.

La nostra è una piccolissima comunità dell’entroterra della provincia di Ancona.
Abbiamo deciso di darci un appuntamento in video conferenza per condividere alcune riflessioni e pregare insieme. Alla fine ci siamo detti: “Poichè non possiamo fermarci a cena insieme, perché non raccogliamo quanto avremmo speso per la cena che avremmo voluto condividere e devolvere il ricavato per la comunione dei beni straordinaria a favore dei più indigenti?”. Felici di questa idea, abbiamo raccolto 223,8 euro!
Silena Faggioni di Fabriano 

La pandemia aveva sconvolto quanto programmato per la vita della Comunità̀ dei Focolari di Catania, così ci è venuta l’idea di fare, durante la Settimana Santa, un incontro in video conferenza per stare un po’ insieme e comunicarci l’esperienza che, alla luce dell’Ideale dell’unità, stavamo vivendo in quel particolare momento. È stata una gioia grande ritrovarci con quanti erano riusciti a collegarsi: era una famiglia che si ricomponeva col desiderio di vivere insieme, pur con questa nuova modalità̀ di comunicazione, l’amore tra di noi e verso chi ci sta accanto. Qualche giorno prima, avevamo ascoltato l’appello del Papa e conosciuta l’esperienza di solidarietà̀ della Comunità̀ di Vittoria e di altre in varie regioni dove ci si stava interrogando su come venire incontro alle molte necessità che si erano create nelle famiglie e che era prevedibile sarebbero andate crescendo. È stato spontaneo guardare all’interno della nostra Comunità̀ e interrogarci sul come essere veri fratelli con quanti si trovassero in difficoltà. È nata l’idea di promuovere una comunione di beni straordinaria per emergenza Covid, da noi chiamata “Non siamo soli, ma una sola famiglia!” Si è operato su tre fronti: donare, ricevere e far circolare i beni per aiutare chi fosse in difficoltà soprattutto economiche a seguito del lockdown. Da Pasqua a Pentecoste abbiamo raccolto 4.100 euro di cui sono state fatte 13 donazioni a singoli e a nuclei familiari. Belle le esperienze fatte: ogni dono è stato accompagnato da un biglietto personale per chi lo riceveva firmato a nome della Comunità̀, cercando di far sentire ognuno voluto bene. Dalle risposte ricevute ci sembra che il riscontro sia stato positivo: “… Sentiamo che Dio è nostro Padre e continua a prendersi cura di noi… in questo periodo particolare ci sembra una grande carezza ed un abbraccio da parte Sua…”. Abbiamo sperimentato la Provvidenza e una circolazione di beni, tempo e disponibilità̀ molto grandi da parte di tutti! Più volte ci siamo ritrovati, soprattutto a fine settimana, ad avere la “cassa” vuota e, rimanendo in fiduciosa attesa, il lunedì̀ ricominciavano le telefonate di chi voleva mettere a disposizione qualcosa, unitamente alle richieste di aiuto! Abbiamo dato tutto quello che c’era in cassa in quel preciso momento, senza pensare al domani con la certezza che ci avrebbe pensato Dio… e così è stato! Il nostro auspicio è che l’iniziativa non rimanga limitata a questo periodo di emergenza! Sarebbe bello continuare a far sentire la carezza del Padre rendendo ordinaria quest’azione straordinaria della Comunità̀!

Maria Carmen Privitera e Marcello Sambataro di Catania

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