Indesiderati

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Durante un viaggio oltralpe nei giorni del coronavirus, per il fatto che venivamo dall’Italia, mia moglie ed io eravamo guardati con sospetto nella pensione dove alloggiavamo. Scritte di vario genere trovate sul parabrezza della nostra auto ci invitavano a tornare a casa nostra.

Accettare questa condizione di indesiderati ci è sembrato il primo passo da fare.

Il secondo: non giudicare e non attendere che gli altri ci trattassero diversamente. Insomma, quei giorni all’estero sono risultati per noi quasi un ritiro spirituale: un continuo esercizio a mettere amore e fiducia dove non c’erano, sicurezza dove scoprivamo paura e timore.

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno VI, n.4, luglio-agosto 2020)

 

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