Un doppio ritrovamento

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Eravamo al mare in vacanza. Quella mattina sulla spiaggia c’era anche un gruppo chiassoso di ragazzi. Due cominciano a lottare nell’acqua bassa presso la riva; non capisco se fanno sul serio o per gioco. Il fatto è che dopo pochi minuti uno dei due si rizza in piedi e grida: ”Il mio braccialetto… l’ho perso!” e si tuffa per cercarlo, seguito da un paio di amici.

Ogni tanto riaffiora per respirare e grida il suo tormento: “Non lo trovo… è un regalo della prima comunione!” e poi lancia qualche improperio all’altro lottatore. Io mi avvicino e presto ai cercatori la mia maschera col boccaglio per agevolare la ricerca. Alcune ragazzine del gruppo seguono la scena dalla riva.  Pian piano serpeggia fra tutti la sfiducia e il pessimismo.

Mi dispiace vedere dei giovani ‘buttare la spugna’ così facilmente, vorrei dire a loro la scoperta che ho fatto: che abbiamo un Papà che ci ama, a cui possiamo chiedere aiuto. Ma chissà se mi capiscono! Sento che questi ragazzi hanno l’accento napoletano, allora mi viene un’idea e arrischio: “Chiediamo a San Gennaro e Sant’Antonio di aiutarci a trovarlo!” e racconto alle ragazzine cosa mi è successo qualche tempo prima.

Ero a Roma quasi pronto per un volo per il Kenya. Con me c’era anche un gruppetto di asiatici in attesa di partire per l’Estremo Oriente. Uno di loro esce con tutti i loro biglietti per portarli a vidimare all’agenzia viaggi. Poco dopo telefona e dice dispiaciuto: “Sono stato derubato dei biglietti aerei e di un po’ di dollari, mentre ero sull’autobus superaffollato… vado a denunciare il fatto dalla polizia”. 

Vedo le facce dei miei amici diventare più pallide e preoccupate. Allora mi lancio: “Chiediamo tutti insieme all’Eterno padre che ci aiuti a trovarli! Sapete che qui in Italia chiediamo anche a Sant’Antonio un aiuto particolare?”. Vedo che dopo questa preghiera si rasserenano e tutti torniamo alle nostre occupazioni e preparativi. Ma a quel punto mi assale un pensiero: ‘Ho accennato loro alla comunione dei santi che sono in Paradiso per aiutarci, ma se i biglietti non si ritrovano più, che figura faccio fare davanti a loro ad esempio a un Sant’Antonio, dato che già vengono da culture così diverse?’ Rinnovo allora la mia preghiera con più forza.

Dopo circa 1 ora arriva un telefonata che riporta il sorriso su tutti i volti: “Sono stati ritrovati i biglietti!!!” Era successo un fatto strano: probabilmente il ladro sull’autobus si era impadronito del denaro e per disfarsi dei biglietti aerei li aveva infilati dentro l’ombrello di una signora che, quando è scesa dall’autobus, aprendo l’ombrello ha invece visto piovere questi biglietti.

L’autobus era già ripartito, così lei li ha portati dalla polizia per la quale quei nomi cinesi dovevano essere proprio un rebus senonchè sul risvolto di uno c’era scritto Giuseppe e un numero di telefono: era un amico italiano dei cinesi che subito si è dato da fare per restituirli ai legittimi proprietari che conosceva bene. E io subito ho pensato: “Sant’Antonio ha colpito ancora!”.

Il racconto di questo fatto ha ridato un po’ di speranza e serenità al gruppo dei ragazzi napoletani anche se non hanno trovato nulla. Il mattino dopo siamo andati alla stessa spiaggetta e con la maschera mi sono messo di buona lena a scandagliare l’area sott’acqua ed ecco che il guizzo di un pesciolino mi attira e dietro tra la sabbia un luccichio: quasi non ci credevo, ma era il famoso braccialetto d’oro semisommerso nella sabbia.

Ho ringraziato l’Eterno Papà per il suo amore grande e gli ho chiesto di aiutarmi a trovare il ragazzo proprietario. Per caso la sera nella piazza del paese ho rivisto il gruppo e restituendo il bracciale tra lo stupore di tutti ho detto loro: “Goal! San Gennaro e Sant’Antonio hanno ancora fatto goal!”.

Gabriele Fabbri

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