Silenzio

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Stamane, appena sveglio, ho trovato un messaggio WhatsApp di una persona conosciuta in azienda, che non incontro da mesi. Con una domanda insolita: «Cosa ne pensi del “silenzio”?».

Le ho risposto con questo messaggio: «Io ho un buon rapporto con il “silenzio”. Non è semplice isolarsi nel silenzio, spesso ci fanno compagnia mille “fantasmi”… Ma per uno come me che avverte il bisogno di pace interiore, è indispensabile non prestare ascolto agli errori del passato, alle scelte mai fatte, ai dolori inflitti al prossimo… Solo nel silenzio si avverte questa pace, insieme alla certezza che Gesù ha cancellato tutto questo negativo. Ed è nel silenzio che cresce la “relazione” più bella che una persona possa costruire, quella con Dio. Si arriva infatti a parlargli come se lui fosse accanto. Più si è leali in questa relazione, più nel silenzio si avvertono cose profonde con una semplicità prima impensabile».

E lei ha aggiunto: «Grazie, Umberto. Nel mio cammino Dio ha voluto che incontrassi te… Mi sento fortunata»

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno VII, n. 1, gennaio-febbraio 2021)

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