Dalla parte del malato

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Con le emergenze del contagio pandemico la vita in ospedale è diventata veramente impegnativa se non difficile. Le persone anziane, lontane dai loro cari, sono i pazienti che più mi impietosiscono. Un giorno il mio capo mi ha richiamato perché aveva notato che “perdevo tempo” con delle persone anziane.

La prima volta in cui mi ha ripetuto la stessa frase, gli ho replicato: «E se fosse sua madre, la trascurerebbe?». Sul momento non ha risposto, ma qualche giorno più tardi, in una pausa alla mensa, mi ha ringraziato: «Lei mi ha ricordato il principio essenziale del mio essere medico».

In una riunione organizzativa del reparto il nostro capo ha ricordato a tutti, con calore e serietà, che eravamo lì per dare a ogni paziente quella presenza di affetto familiare che il contagio ora impediva. Qualche collega si è stupito della tenerezza del nostro capo. Io, dentro di me, ringraziavo Dio di avermi sempre dato la forza di stare dalla parte del ma- lato

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno VIII, n. 2, marzo-aprile 2021)

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