Ero di fretta…

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Di fretta e con molte commissioni da sbrigare, per strada m’imbatto in un giovane dalle fattezze asiatiche che si guarda attorno disorientato. Non parla italiano, ma mi mostra un foglio con scritto un indirizzo.

Quella via è un po’ lontana, ma cedo all’impulso di accompagnarvelo. Nel viale in questione trovo case costruite di recente, mancanti dei numeri civici. Dove può essere il n. 4? La ricerca si rivela più laboriosa del previsto, ma… «se qualcuno ti chiede di fare un miglio, tu fanne due», avevo letto sul Vangelo proprio prima di uscire.

Dopo altri giri, ecco il sospirato 4, segnato con un pennarello su un pilastro. Solo che ad esso corrisponde un condominio di due isolati con tre portoni. Qual è l’interno giusto?

A questo punto, da una finestra dell’isolato di sinistra si affaccia sorridente una ragazza: «Signora, siamo noi che lo stavamo aspettando». L’orientale, finora impassibile, si illumina e cerca di esprimermi la sua gratitudine. Scappo via perché si è fatto veramente tardi… E alla fine riesco perfino a completare tutte le mie commissioni

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno VII, n. 3, maggio-giugno 2021)

 

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