Recensione di “Happy planet, guida ai grandi temi dell’ambiente”

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“Happy planet, guida ai grandi temi dell’ambiente” di Luca Fiorani, Città Nuova, 2021, 138 pp.
https://www.cittanuova.it/libri/9788831175630/happy-planet/

I disastrosi eventi meteorologici estremi che hanno dominato le cronache recenti dovrebbero aver ormai convinto tutti che il riscaldamento globale è un problema. Sarebbe però fuorviante considerare questo problema isolatamente. L’approccio corretto è invece quello di considerare il cambiamento climatico come una delle conseguenze del comportamento di una società che sfrutta le risorse naturali senza tener conto delle conseguenze a lungo termine. È l’approccio adottato dall’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, che propone un’ecologia globale, secondo la quale il principio fondamentale sul quale basare le politiche sovranazionali e i comportamenti individuali deve esse essere quello della cura appassionata dell’ambiente, considerato parte integrante dell’umanità.

Che fare quindi? Occorre una corretta informazione che alimenti la consapevolezza ecologica. È importante quindi saper distinguere le fonti serie dalle opinioni di sedicenti esperti e soprattutto avere a disposizione testi chiari e autorevoli. In questo ambito si colloca l’encomiabile fatica di Luca Fiorani “Happy Planet – Guida ai grandi temi dell’ambiente”.

Il libro ha molti pregi, primo tra questi il rigore scientifico, ma l’autorevolezza scientifica non sarebbe però sufficiente a rendere questo libro speciale. L’Autore ha scelto un formato innovativo, componendo un mosaico di brevi note, caratterizzate da titoli accattivanti che incuriosiscono. Lo stile di scrittura è colloquiale, arricchito da esempi, illustrazioni e paragoni che rendono accessibili anche gli argomenti più complessi. Il lettore viene così condotto lungo un percorso che non si ferma ai soli aspetti scientifici, ma correla quest’ultimi alle politiche sociali, alle dottrine economiche, in altre parole al fragile futuro dell’umanità.

Il merito principale di questo libro è di convincere il lettore che “tutto nel mondo è intimamente connesso: per la scienza l’universo naturale emerge da un pullulare di interazioni e la società umana è ormai una rete globale.” La nostra esistenza è emersa dalla storia cosmica e si regge ancor oggi grazie ad una serie incredibilmente complessa di relazioni tra entità fisiche, biologiche e psichiche, tanto che sia in fisica che in filosofia ci si sta orientando a considerare come elementi fondanti non più le “entità” ma le “relazioni”. In questo senso, come sottolinea con forza l’Autore, il riscaldamento globale è strettamente collegato alla fame del mondo: non possiamo sperare di invertire l’aumento della temperatura del pianeta, se contemporaneamente non modifichiamo le politiche economiche che continuano ad aumentare il divario tra i bambini obesi e i loro fratelli che muoiono d’inedia.

Solamente costruendo la consapevolezza del necessario coinvolgimento di tutti, in una rete relazionale che includa ogni cosa, dalle montagne agli oceani, dalle foreste ai cianobatteri (!), ma soprattutto i “fratelli tutti”, riusciremo a ricondurre l’evoluzione della nostra Terra entro i binari della storia cosmica che ci ha resi capaci di conoscere e di amare. È questo l’augurio accorato del libro che l’Autore affida alle parole illuminate di Chiara Lubich: «l’uomo dotato d’intelligenza, con la sapienza che penetra nel mistero, dovrebbe inserirsi e collaborare alla realizzazione del disegno unitario di Dio sull’universo. La sua creatività, il suo lavoro lo devono rendere partecipe dell’opera del creatore. Ma bisogna essere l’Amore per tessere il filo d’oro fra gli esseri». L’Autore quasi si scusa per aver introdotto un elemento che sembrerebbe tradire il metodo scientifico. Ma vogliamo rincuorarlo: Galilei non avrebbe voluto che il suo metodo entrasse in contrasto con il pensiero umanistico: dopo quattro secoli è tempo ormai che scienza e filosofia si riavvicinino cosicché la conoscenza, grazie all’Amore, si trasformi in sapienza.

Piero Benvenuti

Professore emerito di astrofisica, consultore del Pontificio consiglio della cultura e già presidente INAF, commissario ASI e segretario IAU

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