Com’è nata e come si vive la proposta educativa del cammino sinodale per adolescenti

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Ascoltare e cercare di capire come rispondere.
Avere orecchi, ascoltare, è il primo impegno.

Come nasce questa semplice proposta? Dall’ascolto di un animatore/catechista che mi chiedeva se per il Sinodo c’era qualche materiale adatto ai ragazzi. “Non ancora” avevo risposto.

Non nascondo che accogliere questo particolare ‘grido’ degli educatori, non mi ha lasciato indifferente ma ha creato in me quella sana inquietudine interiore che non mi lasciava tranquillo.

L’invito di Papa Francesco ad essere “Tutti sono protagonisti”, e a “non lasciate fuori o indietro nessuno”, non poteva escludere il pianeta adolescenti, loro sono accanto a noi, e spesso sono loro che ci spronano ad essere coerenti nel vivere da cristiani.

Gli anni vissuti a contatto con gli adolescenti mi hanno spesso interpellato a cercare di come rispondere. Capivo che sarebbe stato un lavoro straordinario, non nel senso che sarebbe stato un  capolavoro, ma che mi avrebbe richiesto un impegno che andasse fuori dall’ordinario. Non potevo stare fermo e cercavo di valutare cosa fosse stato meglio fare.

Riconosco che gli anni vissuti accanto agli adolescenti mi hanno allenato a mettermi in crisi e a coltivare quel seme che ha volte giace nel buio di un fallimento o di una difficoltà.

Dovevo creare qualcosa di nuovo per loro che presentasse il Sinodo, aprendo una nuovo modo di comunicare. Prima dovevo conoscerlo bene io, ho pensato a delle schede sintesi da inviare sui social. Il periodo che abbiamo vissuto ha sviluppato maggiormente questo linguaggio. Poi ho pensato che le Parole di Vita potevano essere da supporto in questo cammino. Così come la raccolta delle esperienze. Infine ho pensato che se i ragazzi ricevevano tale materiale, ci poteva essere un momento di feedback. Ecco allora la proposta di un riassunto a forma di quiz, attraverso un PowerPoint che poteva essere usato sia in un momento in presenza o sempre attraverso videochiamata.

Ho messo a punto una proposta formativa con l’aiuto di Teo e Kery, simpatici personaggi di fantasia, che stabiliscono dialoghi con gli adolescenti attraverso domande e risposte sul Sinodo.

L’obiettivo è quello di creare uno spazio per la formazione dei nostri adolescenti e giovani, affinché si sentano parte fondamentale del presente e del futuro della Chiesa.

Questa umile proposta vuole accompagnare gli adolescenti sulla un sentiero a mo’ di episodi in cui si mette in evidenza il camminare insieme, dove le Parole del Vangelo fanno da segnali stradali a tutti quei giovani, ma sappiamo che il materiale viene usato anche per gli adulti, che si rivolgono con attenzione e fede. La proposta di mettere in vita Parola di Dio fa così che essa sia la vera compagna di viaggio di ogni adolescente. Ogni mese quindi viene proposta una Frase della Sacra Scrittura, commentata e adattata ai ragazzi, e soprattutto arricchita dalle loro esperienze di come cercano di metterla in pratica.

Capivo anche che il bagaglio della mia esperienza era un dono ricevuto e dovevo donarlo.
Lo avvertivo non so se come vocazione ma come dono sì, questo lo sentivo molto. Un dono che è anche una responsabilità.

Il Papa parlava anche che il camminare insieme ci fa scoprire la linea orizzontale più che la verticale. Per questo i prossimi passi saranno introdurli al Coloriamo la Città con le Opere di Misericordia: “Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l’avete fatto neppure a me”». Un aiuto ad aprire gli occhi a tutto ciò che ci circonda.

Sti sta usando in varie città in Italia ma non solo.

Le prime 4 Schede sono state tradotte in Inglese si stanno traducendo in Spagnolo, Portoghese, Ungherese e in Cinese.

Ecco alcuni pensieri che gli educatori hanno inviato dopo aver vissuto quanto alcune schede proponevano:

Camminare insieme non è facile da mettere in pratica con persone che ti appaiono nemiche

Leggere la Parola di Dio è più facile che a viverla

La pandemia ci ha cambiato spiritualmente

Con la pandemia è stato difficile mettersi in comunicazione perché non ci si vedeva

Camminare insieme per me vuol dire:

ricominciare, ripartire; ritrovarsi con gli amici con le persone per noi importanti, incontrare persone che ci incoraggiano anche se non sanno ciò che è capitato, per me vuol dire mettersi in gioco nella Comunità Parrocchiale prestando servizio, se c’è una persona che ha bisogno di parlare devi ascoltarlo interagire con lui perché l’amore reciproco illumina le menti

Capisco che non c’è nessuno che deve essere escluso

Volere bene a tutti, continuare ad interagire nonostante chi ti ha ferito

Parole chiave che danno significato al Logo del Sinodo:

Insieme, futuro, camminare, progetto, direzione, tutti, proprio noi!, adulti e ragazzi, di ogni terra del mondo…

Chiediamoci, chi sono i Cristiani?

Sono speciali; hanno una marcia in più; speciali perché amano gli altri; credono e cercano di mettere in atto le Parole di Gesù; sono generosi e rispettosi; ascoltano la Parola di Dio.

 Ora chiediamoci: la Chiesa a cosa assomiglia?

Una città; il corpo umano; a tutto quello che ci circonda; ad un luogo in cui tutti si spendono per lo stesso obiettivo; un cerchio dove tutti ci si tiene per mano; un cuore; una famiglia; una casa che accoglie; tutte le persone del mondo.

Ora chiediamoci: il Papa, che farei io al suo posto?

Ascolterei giovani e ragazzi per conoscere le loro idee come ora stiamo facendo in questi incontri, aiuterei, amerei, accoglierei tutti, chiederei spesso consiglio agli altri, accoglierei il loro pensiero, mi farei tanti collaboratori, vorrei tutti i partecipi dei processi nella chiesa, farei come Papa Francesco!

Se tu avessi bisogno di aiuto lo chiederesti nella chiesa per esempio in parrocchia oppure nel tuo gruppo?

È importante per noi essere accolti, ascoltati con interesse, non essere giudicati ma capiti, che gli altri non sminuiscano o facciano sentire banali i nostri sentimenti o i nostri problemi.

Cosa pensi della Messa ci vai volentieri?

Ci piacerebbe che l’omelia non togliesse importanza al momento di accogliere Gesù eucarestia, ci piacerebbe essere coinvolti attivamente e avere uno scambio di opinioni.

La televisione la radio i social media parlano della Chiesa che tipo di cose trasmettono sui social persone di fede?

Ne parlano molto però sembrano quasi finte, non trasmettono nulla che ci tocchi davvero, raramente ci sono dei ragazzi normali che non hanno timore di dire tra le altre cose che credono in Dio, a scuola c’è timore a parlarne apertamente.

Per noi è stato bello parlare liberamente senza sentirsi giudicati, è importante avere occasioni come questa per dialogare su cose sulle quali in altri contesti non potremmo confrontarci.

Agostino Spolti

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